Alex Schwazer, squalifica finita: “Una luce dopo il buio dell’ingiustizia”

Il marciatore campione olimpico nel 2008 e la fine dell’incubo: “Mi auguro che a nessuno venga riservato il mio stesso trattamento”

7 luglio 2024
Alex Schwazer, 39 anni

Alex Schwazer, 39 anni

Roma, 7 luglio 2024 – Si chiude un incubo lungo otto anni per Alex Schwazer, il marciatore azzurro campione olimpico a Pechino nel 2008. Scade oggi il termine di quella che lui ha definito “un’ingiusta squalifica”, arrivata per doping nel 2016. “Mi auguro che a nessun atleta venga mai riservato il trattamento che ho dovuto subire in tutti questi otto anni per difendere e tutelare il mio onore e la mia dignità, per provare la mia innocenza, per cercare di ottenere giustizia e per dimostrare la verità", aggiunge nel post su Instagram sotto a una foto con i propri figli.

La squalifica per doping lo ha tagliato fuori in questi anni, negandogli i Giochi olimpici di Rio e di fatto i prossimi di Parigi. Ma l’azzurro ha sempre contestato la sua positività. "Ringrazio tutti quelli (pochi) che mi sono stati vicini in questo doloroso (ed infernale) percorso, quelli che non mi hanno mai abbandonato, quando sarebbe stato facile farlo, quelli che hanno lottato con me e sofferto assieme a me per l'ingiustizia che dovevo sopportare e per il trattamento che mi veniva riservato - scrive sulla sua pagina Instagram Schwazer - Ringrazio, infine, quelli (molti) che dopo aver compreso la mia innocenza ed estraneità ai fatti di cui ero stato accusato, mi hanno fatto sentire (seppur a distanza) il loro affetto e vicinanza, grazie". 

Quarant'anni il prossimo 26 dicembre, per il campione altoatesino è il momento di guardare oltre. "Il buio e le tenebre per l'ingiustizia subita faranno ora posto alla luce di un nuovo giorno nel quale potrò accompagnare i miei figli a gareggiare in una piscina o in una pista di atletica senza per questo incorrere in squalifiche (cosa che sarebbe avvenuta fino a ieri)", chiosa con amarezza Schwazer.

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