Italia, c’è già il marchio di Quesada. Un primo tempo da ricordare, poi l’Inghilterra gela l’Olimpico. Il Sei Nazioni per ritrovare il sorriso

Allan e Alessandro Garbisi super: i Leoni sono sotto all’intervallo, ma nella ripresa accelerano e finisce 24-27 . La meta di Ioane quasi a tempo scaduto ci riporta il punto di bonus: tante ottime risposte per il neo ct.

di DIEGO FORTI -
4 febbraio 2024
Un primo tempo da ricordare, poi l’Inghilterra gela l’Olimpico. Il Sei Nazioni per ritrovare il sorriso

Un primo tempo da ricordare, poi l’Inghilterra gela l’Olimpico. Il Sei Nazioni per ritrovare il sorriso

Ancora una delusione all’Olimpico. Tuttavia questa volta gli azzurri, capaci a inizio match di issarsi sul 10 a 0, ci hanno regalato 12 minuti e mezzo da sogno (punizione di Tommaso Allan, meta di Alessandro Garbisi trasformata da Allan). Hanno poi aggiunto un primo tempo di contenimento e lotta arrivando all’intervallo ancora in testa 17 a 14. Probabilmente, però, la soddisfazione più grossa si è materializzata a tempo scaduto quando, pur senza a possibilità di recuperare sugli avversari andati i vantaggio nella ripresa e forti di un vantaggio oltre il break, gli Azzurri si sono “ribellati” segnando ancora una volta. Una prova di coraggio e volontà positiva che da tempo gli appassionati aspettavano. La giovane Italia di Quesada non è stata esente da errori e ingenuità, ha concesso qualche punizione di troppo e, in occasione delle mete, si è fatta sorprendere dalla cinica determinazione degli avversari. In ogni caso però ha mostrato di avere delle frecce nel suo arco. La mischia ad esempio, ha tenuto e i trequarti sono stati molto determinati nel soffocare gran parte delle sortite avversarie. Sensibili anche i progressi registrati sotto il profilo tattico, specie nei momenti di maggior pressione. Certo non si può essere soddisfatti di una sconfitta, ma chiudere 24 a 27 contro i poderosi Inglesi, fa ben sperare. Portare a casa uno straordinario punto di bonus con una meta (marcatore Ioane e successiva trasformazione di Paolo Garbisi) al termine di un’interminabile successione di punti di incontro, è la prova di carattere che, se confermata, può aprire la strada ad un nuovo corso. I nostri giocatori hanno mantenuto il possesso oltre l’ottantesimo arrivando in meta senza commettere errori: una novità di cui si deve tener conto. L’aspetto più positivo? Finalmente gli Azzurri non hanno ceduto alla rassegnazione, cosa tante volte successa in passato. Probabilmente quella schierata da Borthwick non era l’ Inghilterra migliore in considerazione delle molte assenze per infortunio tra le sue file, di sicuro però tutti gli uomini in campo vantavano una forte motivazione: guadagnarsi un posto da titolare. Quindi se in più di un’occasione hanno arrancato e commesso errori non giustificati un certo merito va ascritto ai nostri giocatori. Domenica 11 a Dublino capitan Lamaro e compagni saranno chiamati alla prova del nove contro l’Irlanda che venerdì sera a triturato la Francia 17 a 38 a Marsiglia. Se metteranno in mostra il carattere e la concentrazione dell’Olimpico, potrebbero presto arrivare per loro (e per noi) delle inaspettate soddisfazioni.

Colpo Scozia. Al Principality Stadium di Cardiff, nel match che ha completato il primo turno del Sei Nazioni, la Scozia ha la meglio sul Galles per 27-26, tornando a vincere a Cardiff per la prima volta dal 2002.

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