A Casteldebole test atletici hi-tech. Il nuovo Bologna corre in maschera: la getterà solo al via del campionato

Il Bologna si prepara per la nuova stagione con test atletici avanzati, misurando il consumo massimo di ossigeno dei giocatori per massimizzare le prestazioni. Una squadra di preparatori esperti monitora da vicino la forma fisica dei calciatori.

di MASSIMO VITALI -
11 luglio 2024
Il nuovo Bologna corre in maschera: la getterà solo al via del campionato

Il nuovo Bologna corre in maschera: la getterà solo al via del campionato

A Casteldebole c’è un Bologna in maschera che mette benzina nel serbatoio. La mascherà comincerà a gettarla tra un mese, quando a Mallorca, a una settimana dal via del campionato, andrà in scena l’ultimo test probante dell’estate.

La benzina invece dovrà servire fino a maggio, per fare più strada possibile nelle tre competizioni: campionato, Champions League e Coppa Italia. Lo sa bene Vincenzo Italiano, la cui Fiorentina la scorsa stagione, divisa tra campionato, Coppa Italia e Conference League, giocò ben 57 gare ufficiali.

Per questo il neoallenatore rossoblù ha scelto di partire da gambe e polmoni. Tradotto: per correre servono fibre muscolari forti nelle gambe e ossigeno nei polmoni. Ed è proprio il consumo massimo di ossigeno che misurano le mascherine iper tecnologiche che hanno fatto da compagne di viaggio, nei giorni scorsi, ai test atletici dei ventiquattro rossoblù che si sono ritrovati a Casteldebole. Trattasi di sofisticatissime apparecchiature, introdotte da anni nello sport professionistico, che sul campo rendono gli atleti simili ad astronauti e che servono a misurare il VO2 max, vale a dire il volume massimo di ossigeno che, nel pieno dello sforzo agonistico (e in rapporto al peso), ogni calciatore può consumare.

Il meccanismo è relativamente semplice: all’interno della mascherina sono posizionati dei sensori che rilevano gli scambi gassosi, veicolando poi i dati in un’apparecchiatura posizionata sulla schiena del calciatore, a sua volta collegata ai pc dei preparatori atletici tramite wi-fi.

Nulla di nuovo sotto l’afa di Casteldebole dal momento che il primo a introdurre la tecnologia sotto le Due Torri, quasi dieci anni fa, fu Giovanni Andreini, preparatore del Bologna di Donadoni. Poi venne Nicolò Prandelli, che da qualche giorno, insieme con Paolo Aiello, è andato a rinforzare la nutrita squadra dei preparatori atletici: Prandelli e Aiello coadiuveranno i tre preparatori che Italiano ha portato con sé, ovvero Piero Campo, Ivano Tito e Mirko Balestracci.

Una super squadra al lavoro, che ha già provveduto ad elaborare su pc i dati delle prime prove di sforzo dei rossoblù ‘mascherati’. Tra qualche mese è previsto un nuovo check, allo scopo di monitorare, e nel caso prevenire, eventuali cali di forma.

A che cosa serve in definitiva la maschera? A scovare i ‘runner’ rossoblù, quelli che a parità di tempo e condizioni consumano più ossigeno: sulla carta sono i calciatori più performanti. Poi entra in gioco il pallone. E comincia un’altra storia.

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