La lunga crisi dell’Olimpia. E Pangos adesso è un caso

I campioni d’Italia hanno perso otto gare su dodici tra Serie A ed Eurolega. Oltre ai noti problemi difensivi, anche l’esclusione del playmaker canadese.

di DISANDRO PUGLIESE -
4 novembre 2023
La lunga crisi dell’Olimpia. E Pangos adesso è un caso

La lunga crisi dell’Olimpia. E Pangos adesso è un caso

di Sandro Pugliese

Un inizio di stagione così non era mai capitato, 8 sconfitte in 12 partite sono il segnale più evidente di una squadra che non riesce ad ingranare la marcia. Era successo altre volte in queste ultime stagioni che l’inizio fosse un po’ a rilento, normale da comprendere per chi deve portare a fondo una stagione in cui maggio e giugno sono i mesi decisivi. Qui però non si tratta di un avvio semplicemente complicato, ma di una serie di inciampi fragorosi (non per forza negli scarti) che ne hanno messo a nudo una serie di problemi strutturali. Anche perchè, a parte nel successo con l’Olympiacos, non è che nelle vittorie con Treviso, Reggio Emilia e Tortona la squadra abbia brillato.

Non è necessario trovare capri espiatori, il problema ampiamente più grosso è quello legato alle carenze difensive, ma certamente l’equivoco legato alla cabina di regia con la permanenza di Kevin Pangos è un punto fondamentale. La sensazione che sia stato confermato solo perchè ha un pesante contratto in essere, piuttosto che reale fiducia non può essere un buon presupposto per creare un gruppo coeso. Il playmaker deve avere in mano il bastone del comando sul parquet, come hanno dimostrato Rodriguez e Napier negli ultimi anni, se invece lo ha un giocatore che "vediamo cosa fa" in attacco o "adesso sicuramente lo puntano" in difesa (estremizzando i concetti) è difficile costruirci il resto attorno e non bastano allora grandi campioni come Mirotic (che dovrebbe avere un turno di riposo a Brindisi per sfiammare il tendine d’Achille) e Shields.

Poi certamente i giochi del mercato non possono essere così lineari, come si pensa e neanche transare un contratto così corposo può essere un qualcosa da fare come se non fosse nulla. Certe volte ci sono situazioni in cui alcune cose non si possono fare, pur essendo consci di non stare facendo la cosa giusta. Giovedì, però, contro il Monaco c’è stato lo scossone della non convocazione del playmaker canadese.

Coach Messina è stato laconico sull’argomento, ma che certe riflessioni possano anche essere messe in atto non è impossibile: "Pangos era fuori per scelta tecnica, poi vedremo in futuro. Siamo sempre sul mercato, anche quando andiamo bene, ma ora è difficile". Proprio il riferimento al mercato continua con l’analisi della situazione: "Un grande giocatore, che però è una guardia, Kendrick Nunn, è andato al Panathinaikos; altri due hanno firmato altrove; altri ancora non stanno andando bene nelle proprie squadre di Eurolega e potrebbero cambiare maglia, ma oggi non è possibile farlo (gli scambi possono essere fatti solo nella finestra tra l’ultima di andata e la prima di ritorno, ndr). Questa è la situazione, che stiamo monitorando, intanto iniziamo a migliorare i nostri playmaker".

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