Carica Castori: "Voglio incendiare la piazza"

Il nuovo allenatore dell’Ascoli: "Gioco in verticale, ma non significa palla lunga. Grazie alla società, dobbiamo salvarci a tutti i costi"

15 novembre 2023
Carica Castori: "Voglio incendiare la piazza"

Carica Castori: "Voglio incendiare la piazza"

"Competenza, passione e grande dedizione". Con queste parole il direttore sportivo Marco Giannitti ha presentato alla piazza il grande ritorno di Fabrizio Castori. In lui l’Ascoli e i propri tifosi hanno riposto tutte le speranze legate alla possibilità di risalire l’attuale preoccupante posizione di classifica. La sosta del campionato ha agevolato l’avvicendamento sulla panchina bianconera e consentirà al timoniere del Picchio di lavorare sodo per la gara di Reggio Emilia. Un appuntamento importante ma non decisivo.

Cosa sente di dire appena tornato alla guida del suo amato Ascoli?

"Mi sento di ringraziare questa società che mi ha riportato in un posto per il quale nutro sempre grande emozione. Sento la motivazione di non voler deludere questa piazza. Credo in un calcio diverso, più propositivo in avanti, fatto di aggressione e velocità di esecuzione".

Cosa pensa di questa squadra?

"La squadra può adattarsi a quelle che sono le richieste dell’allenatore. Bisognerà di certo lavorarci. Ci vorrà qualche giorno per cambiare le abitudini perché i principi sono diversi. Cambieremo l’aspetto legato al campo e quello mentale. Questo per un calciatore sarà un arricchimento che potrà favorire anche un miglioramento".

La clausola legata al raggiungimento dei playoff è una sfida?

"Non mi importa del contratto. Sono venuto per l’affetto e l’amore. Mi piace stare qui. Avevo bisogno di ritrovare il calore e l’affetto dei tifosi. Fattori importanti per un passionale come me. Volevo ritrovare questi aspetti che mi danno una forte motivazione. Abbiamo messo questa clausola, ma non sarà ciò ad alzare l’asticella. Bisogna essere realisti e pensare prima di tutto a salvarci".

La figura di Giannitti ha favorito il suo ritorno?

"La presenza del direttore sportivo è stata importante. Volevo tornare e sono contento di averlo fatto. E questo aiuta perché la motivazione è la base di tutto. Appena arrivata la chiamata abbiamo definito alcuni dettagli poi sono arrivato qua per firmare. È stato tutto molto veloce. Non me l’aspettavo. È stata una piacevole sorpresa".

Dove crede che la rosa debba essere potenziata?

"Non dobbiamo pensare al mercato, ma giocare sull’immediato. La squadra deve essere concentrata nel fare risultati con quelli che siamo. Ritrovo Di Tacchio e Bogdan che ho avuto a Salerno. C’è Gnahoré che ho avuto a Carpi. E ritrovo Viviano che lanciai in B a Cesena".

Come andrete a preparare la gara con la Reggiana?

"Le partite sono tutte difficili e importanti. Non enfatizzerei la prossima. In B tutte le gare vanno giocate. Tra l’altro questa è la 18esima stagione cadetta che faccio. In questa categoria si può vincere e perdere con tutti. In queste due settimane cercherò di mettere la squadra come dico io. C’è il tempo per arrivare pronti e preparati al prossimo appuntamento".

Il cambio tattico più rilevante sarà in difesa?

"Io cerco di giocare come le caratteristiche della squadra mi indicano. È riduttivo dire gioco a 3, a 4 o a 5. Dobbiamo essere elastici in questo. Sui principi invece no. Penso che questa squadra debba giocare con cinque centrocampisti. Le due punte per me sono canoniche. Di conseguenza si andrà a schierare tre difensori. A centrocampo ci può essere il trequartista, ma la presenza di cinque elementi ti possono mantenere più alto per cercare di essere più aggressivi".

Qualcuno l’ha definito il becchino del tiki taka. Qual è il suo credo?

"Io gioco in verticale. Ho un concetto: il giocatore più forte che abbiamo è lo spazio. Quindi dobbiamo attaccare lo spazio. Questo non vuol dire palla lunga, ma palla in verticale anche a 5 o 10 metri. A me giocare in orizzontale non piace".

Come ha intenzione di riaccendere il popolo bianconero?

"Sono venuto qui e voglio incendiare la piazza. Anche se ci sono dei limiti tecnici, questi passano in secondo piano perché si può sopperire con la determinazione, la cattiveria e la voglia di fare risultato. Bisognerà buttare il fuoco in campo".

Massimiliano Mariotti

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