Atalanta, oggi compie 70 anni Antonio Percassi, il giocatore diventato presidente

Nato a Clusone da una famiglia di umili origini è diventato un imprenditore di successo mondiale

di FABRIZIO CARCANO
9 giugno 2023
Antonio Percassi celebra la vittoria in Europa League dell'Atalanta contro l'Olympique Lyon

Antonio Percassi celebra la vittoria in Europa League dell'Atalanta contro l'Olympique Lyon

C’era una volta un ragazzo partito dall’alta valle Seriana, da Clusone, inseguendo il sogno di vestire la maglia dell’Atalanta e giocare in prima squadra. Quel ragazzo, dal fisico robusto e dal carattere di ferro, è diventato un grande imprenditore, di successo mondiale, e il presidente che ha fatto diventare grande l’Atalanta. Compie oggi i suoi primi 70 anni il presidente nerazzurro Antonio Percassi, protagonista di un percorso umano sportivo e imprenditoriale che meriterebbe di diventare materia di studio nelle facoltà universitarie.

Presidente e co proprietario della squadra di calcio di cui è tifoso fin da bambino e in cui ha giocato nelle giovanili e poi in serie A. Una storia vissuta da pochi altri prima di lui, come Boniperti con la Juventus o Chinaglia con la Lazio, ma per Percassi la storia va oltre: perché fino ad un anno fa era l’unico proprietario del club, che ora condivide con il socio americano Stephen Pagliuca.

E poi perché il percorso di Percassi è stato diverso e in salita. Figlio di un normale famiglia delle valli bergamasche, di quelle valli povere del dopo guerra, con il padre costretto a emigrare in Svizzera per lavorare in miniera, come ha raccontato lo stesso Percassi. Che ha fatto la gavetta, dalla sua Clusone alle giovanili dell’Atalanta fino alla prima squadra appena maggiorenne, insieme ad un altro ragazzo, un coetaneo milanese figlio di operai: Gaetano Scirea.

Più bravo di lui con il pallone. Percassi gioca qualche stagione con la sua Dea, fa il suo da difensore arcigno che sa marcare anche un Rivera all’apice della carriera, ma intuisce subito che il pallone giocato non potrà essere la sua fortuna.

Così a soli 24 anni, dopo 110 presenze in nerazzurro e 2 al Cesena, appende gli scarpini al chiodo per iniziare la carriera di commerciante e imprenditore. Siamo nel 1977, parte nel ramo immobiliare, poi si allarga ai negozi di abbigliamento: gira il mondo e costruisce un impero economico operativo in diversi settori.

Ma l’Atalanta è il suo pallino e a soli 37 anni ne diventa presidente, subentrando alla storica famiglia Bortolotti da poco colpita dal lutto della scomparsa prematura del primogenito Cesare: il vecchio Achille Bortolotti passa il club orobico al suo ex giocatore Percassi. Che da giovane proprietario non ancora 40enne per qualche stagione tiene la squadra in A, per poi cederla nel 1994 ad un’altra famiglia bergamasca, quella dei Ruggeri.

Nell’estate 2010 il ritorno al timone, il 4 giugno, a pochi giorni dal suo 57esimo compleanno: la Dea è appena retrocessa in serie B. Sarà la sua ultima retrocessione. Subito il ritorno in A, buoni campionati lontana dalla zona retrocessione poi la svolta, nel 2016, con l’arrivo di Gian Piero Gasperini, fortemente voluto proprio da Percassi. La squadra spicca il volo con sei qualificazioni europee e va tre volte in Champions, mentre la società, gestita quotidianamente dal figlio Luca Percassi, si struttura, acquista lo stadio cittadino e lo sottopone ad un radicale restyling, parallelo ad un altro restyling avvenuto nel centro sportivo di Zingonia.

Da provinciale a realtà internazionale, questa l’evoluzione dell’Atalanta dei Percassi, tanto da attirare l’attenzione di un quotato fondo di investimenti americano, il fondo Capital Bain gestito da Stephen Pagliuca che il 19 febbraio 2022 entra come co owner di Percassi.

Dirigente sportivo, ma soprattutto imprenditore di successo, Percassi: gestisce alcuni dei più grandi centri commerciali della Lombardia, tra cui l’Orio Center, e celebri marchi internazionali nel food&beverage, nella cosmetica, nell’immobiliare. Affari e calcio, ma sempre sotto voce, con modi pacati, apparendo poco e annunciando poco, ma facendo tanto, parlando con la stampa il giusto ma senza mai esagerare.

Con l’Atalanta il suo mantra è sempre “prima di tutto la salvezza”, piedi per terra, ma sguardo lontano, verso l’Europa delle coppe internazionali e verso l’America di Pagliuca. Zero polemiche, toni pacati, eleganza e basso profilo in un calcio dove quasi tutti alzano la voce e sgomitano per apparire: questo lo stile di Antonio Percassi e del figlio Luca, che ne sta raccogliendo il testimone sportivo.

Ma a 70 anni Percassi ha ancora tante pagine da scrivere nella sua storia intrecciata indissolubilmente con quella dell’Atalanta e un obiettivo ambizioso che ha sussurrato alla viglia di questo compleanno, sotto forma di richiesta di regalo al tecnico Gasperini: vincere l’anno prossimo l’Europa League e portare Bergamo e la Dea sul trono d’Europa. Per coronare il sogno di quel ragazzino partito da Clusone tanti anni fa…

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