Empoli ancora sull’altalena. Una volta sotto, rimontare è dura. Serve uno scatto nella mentalità

Gli azzurri sono nel pieno di un percorso in cui alti e bassi fanno parte del gioco e devono essere metabolizzati. Ma ora fare punti negli scontri diretti diventa ancora più importante viste le attuali difficoltà contro le big. .

1 novembre 2023
Una volta sotto, rimontare è dura. Serve uno scatto nella mentalità

Una volta sotto, rimontare è dura. Serve uno scatto nella mentalità

di Simone Cioni

Vivere momenti di alti e bassi fa parte del percorso intrapreso dall’Empoli di Andreazzoli, come lo stesso allenatore aveva candidamente ammesso alla vigilia del match con l’Atalanta. D’altra parte il gruppo è nuovo e molto giovane. Di conseguenza, dopo la sconfitta patita lunedì sera con la Dea non c’è da abbattersi, così come non si poteva pensare di aver risolto tutti i problemi con la vittoria di Firenze. Quello che serve in questo momento è equilibrio, oltre ad una serena e lucida analisi delle partite per prendere quello che di buono è stato fatto e continuare a lavorare su tutti quei dettagli che devono ancora essere migliorati. Aspetti che senza dubbio appartengono al bagaglio tecnico ed umano di Andreazzoli. La sensazione è che quest’anno, a differenze degli ultimi due campionati, gli azzurri facciano molta più fatica a fare punti contro quelle squadre considerate ’fuori portata’. É chiaro che ogni partita ha storia a sè, ma tolto il derby e l’1-0 subito in casa dall’Inter, l’Empoli oltre all’ormai noto 7-0 di Roma contro i giallorossi di Mourinho ha perso nettamente anche le sfide al Castellani-Computer Gross Arena contro Juventus e Atalanta, dove il passivo poteva essere ben più pesante.

Due partite diverse nello svolgimento, con i bianconeri non si registrò nemmeno un tiro in porta mentre contro il team di Gasperini alcune occasioni sono arrivate, ma che hanno entrambe rivelato ancora una certa fragilità emotiva. È come se la prima difficoltà facesse crollare l’intero castello di carte faticosamente costruito in fase di approccio al match. Lunedì con l’Atalanta è stato palese come dopo il vantaggio in avvio di Scamacca gli azzurri si siano impauriti concedendo troppa libertà di pensiero ad avversari oggettivamente più forti. È vero poi che questo atteggiamento è stato corretto, ma in tutto l’arco dell’incontro, al netto anche di alcuni episodi che non sono girati bene, l’Empoli non ha mai dato l’impressione di poter riaprire la gara. In tal senso pesa probabilmente anche la mancanza di veri e propri leader carismatici e tecnici, capaci di prendersi la squadra sulle spalle e suonare la carica quando le cose si mettono male. Una concomitanza di fattori, insomma, che forse impedirà ai tifosi azzurri di vedere le clamorose rimonte a cui gli azzurri ci avevano abituato negli ultimi anni, su tutte quelle contro Napoli e Fiorentina in casa.

Ma proprio per questo motivo assumano ancora maggior importanza le sfide contro le dirette concorrenti come quella con il Frosinone di lunedì prossimo. E da questo punto di vista capitan Luperto e compagni hanno dimostrato di poter dire la loro sebbene finora abbiano giocato sempre al Castellani-Computer Gross Arena (Verona, Salernitana e Udinese). È vero che hanno raccolto meno di quanto avrebbero meritato, vedi la sconfitta contro gli scaligeri e il pari contro i friulani, ma sul piano del gioco e dell’interpretazione si sono sempre mostrati superiori ai propri avversari. È con questa consapevolezza che l’Empoli deve affrontare il prossimo match perché, almeno per il momento, è lecito pensare che una buona fetta di salvezza gli azzurri se la giocheranno proprio negli scontri diretti. Il resto lo faranno quei punti che arriveranno, perché comunque arriveranno, da alcune partite contro quelle formazioni più avanti in classifica.

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