Germania, cresce l’euforia. Tutto facile con Musiala. C’è un 2006 da cancellare

La nazionale di casa già qualificata agli ottavi con bel gioco e gol a raffica. Il Paese, inizialmente tiepido, ora impazzisce sognando il trionfo finale. Diciotto anni fa la cavalcata ai Mondiali si fermò in semifinale contro l’Italia.

di GIULIO MOLA -
21 giugno 2024
Tutto facile con Musiala. C’è un 2006 da cancellare

Tutto facile con Musiala. C’è un 2006 da cancellare

dall’inviato

GELSENKIRCKEN (Germania)

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora si capisce il perché dell’euforia che nell’ultima settimana ha contagiato l’intera Germania, non solo quella che vive di pane e pallone. Già, perché se fino ad un mese fa regnava lo scetticismo fra i tifosi, non del tutto convinti della nazionale tedesca dopo gli ultimi anni complicati e qualche figuraccia rimediata nei tornei internazionali, adesso tutto è cambiato. Due vittorie, sei punti, sette gol realizzati e passaggio agli ottavi in cassaforte: è bastato lo scoppiettante inizio di Europeo per far tornare il sorriso a milioni di supporter che ora sperano in una nuova “Sommermärchen”, che tradotto vuol dire “favola estiva”.

Un po’ come quella del 2006, dove il sogno di una nazione intera andò in frantumi sul più bello nell’indimenticabile (per gli azzurri di Marcello Lippi) notte di Dortmund, in una semifinale che l’Italia vinse ai supplementari dopo una splendida partita.

Anche allora, come oggi, ogni partita della Germania era una festa. “Sold out” in tutti gli stadi, ovvio, ma milioni di supporter nelle piazze e nelle “fan zone”, da Berlino a Monaco di Baviera, da Stoccarda a Colonia. Entusiasmo che cresce di giorno in giorno per la squadra di Nagelsmann, arrivati agli ottavi in carrozza. Prima il luna park del gol al debutto contro la fragilissima Scozia, poi un altro rodeo divertente contro l’Ungheria, avversario non irresistibile ma comunque “vivo” e capace di spaventare la difesa tedesca in tre-quattro circostanze.

Squadra di casa trascinata dal “vecchio” ma sempre validissimo Kroos, uno che continua ad occupare il centrocampo come un professore la cattedra, anche se i simboli della rinascita tedesca sono soprattutto Jamal Musiala e Florian Wirtz, i giovani gemelli d’oro in attacco. Uniti da una solida amicizia e poi da età (entrambi nati nel 2003), classe e ruolo, i due giovanotti non a caso titolari della Mannschaft, hanno subito preso per mano la squadra di Nagelsmann.

Nella sera del del debutto hanno incantato l’Allianz Arena e demolito la Scozia con i loro gol, uno show nello show. Contro l’Ungheria ha convinto di più Musiala, che ha aperto le danze: il suo dribbling è il manifesto migliore del "nuovo" Nagelsmann. Perché il gioco del ct tedesco riesce ad esaltare le qualità del centrocampista del Bayern Monaco, uno che si è fatto le ossa in Inghilterra dall’età di 7 anni per poi approdare in Baviera nel 2019, prelevato dal Chelsea. Qualche critica post Mondiale in Qatar per aver sprecato un paio di occasioni, ora il giocatore sta sfruttando al massimo l’opportunità di giocare a 21, da protagonista, un Europeo in casa.

E mentre gli inglesi rimpiangono “Terminator” ("Due pensieri emergono sempre di più ad ogni partita della Germania in questo torneo: uno, che i tedeschi stanno diventando sempre più favoriti e l’altro riguarda l’identità dell’anima stupida che ha permesso a Jamal Musiala di lasciare il calcio inglese. È un giocatore meraviglioso e un motivo per l’Inghilterra per stringersi i pugni", ha scritto il Daily Mail), la Germania si aggrappa al suo talento.

E la grandezza di Musiala si misura anche dall’ultimo gesto che la sua città natale gli ha dedicato dopo il gol contro i magiari: Musiala è nato il 26 febbraio 2003 a Stoccarda, da padre nigeriano e madre tedesca e nonostante abbia vissuto altrove per molti anni il suo comune d’origine gli ha voluto tributare affetto e gratitudine con un cartello posto all’interno della stazione centrale.

"Omaggiamo il nostro idolo. Questa è la città in cui è nato jamal Musiala". Jamal ringrazia. E la Germania sogna una nuova “Sommermärchen”.

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