Il nuovo Franchi e i lavori a metà. Stadio, quanta invidia. C’è anche a Leskovac. Il nostro è in edicola

I giovani di Firenze, uniti dal sentimento di solidarietà, hanno dato un esempio di umanità nelle zone alluvionate. Un applauso a loro, mentre si attende il ritorno del campionato con la speranza di una Fiorentina che possa brillare come un tempo. Una sfida che passa anche dalla costruzione di uno stadio coperto.

11 novembre 2023
Stadio, quanta invidia. C’è anche a Leskovac. Il nostro è in edicola

Stadio, quanta invidia. C’è anche a Leskovac. Il nostro è in edicola

Un applauso ai ragazzi. A quelli che sono corsi a dare una mano nelle zone alluvionate. A quelli che sanno quanto aiutare gli altri ti allarghi la visione della vita che hai davanti, a quelli poco considerati dalla nostra società che si sono costruiti un modo per esistere oltre in confini dei luoghi comuni e delle etichette. Gruppi di amici, compagni di classe, tifosi della curva. Il sentimento comune che attraversa i giovani nel loro desiderio di esserci è forte ed è pura energia. Che poi lo facciano dei gruppi organizzati della Fiesole di sicuro fa più notizia, anche se in realtà esiste da sempre un principio di solidarietà che non può scindere l’amore per la propria squadra da quello per la propria città.

Al di là di ogni retorica, l’esempio di umanità resterà nel cuore di chi sta soffrendo un momento difficile ma soprattutto resterà per sempre nel cuore di chi ha condiviso questa esperienza di solidarietà. E’ un applauso dovuto, con tanto di standing ovation, mentre aspettiamo il ritorno del campionato con un dubbio in testa. Che fine ha fatto quella Fiorentina che a Napoli ci aveva fatto brillare gli occhi e valutare la posizione in classifica come un qualcosa non molto distante dalla parola sogno? Era solo una illusione? Serve uno psicologo, soprattutto alle punte, perché dal centravanti agli esterni (escluso Nico) servirebbe una scossa di autostima di quelle che ti fanno ritrovare te stesso. Un centravanti senza gol è come Starway to heaven senza la chitarra d Jimmy Page. Un rigore conquistato e segnato sul filo del terrore di sbagliare potrebbe dare una mano a Nzola a ricordarsi chi era? Chissà. Non era un bomber ma neanche un palo della luce. Potrebbe riguardarsi le vecchie partite e vedere cosa sapeva fare.

Massima fiducia e massimo sostegno, Firenze non vi tradisce ma voi uscite dalle vostre paure, non è bello vedere gli esterni che tornano sempre indietro invece di puntare l’uomo. La vera Fiorentina è un’altra. Non un top club, al momento, ma nemmeno una squadra incapace di segnare. E dai. In ogni caso vivere l’Europa ci sbatte in faccia la dura realtà: tutti hanno uno stadio coperto. Noi no, semmai forse ce lo costruiremo a pezzi. Non ci sono i soldi per coprirlo tutto. Non adesso. Magari arriveranno. Mentre la soprintendente dice che il Franchi le andrebbe bene anche scoperto (sembra uno scherzo, invece si chiama visione elicoidale della vita), al momento il progetto prevede solo la copertura della Fiesole. Un po’ come quando un amante del bricolage costruisce i modellini acquistando i pezzi in edicola. Fa un po’ sorridere, ma la realtà è questa e noi speriamo che si arrivi al traguardo per il bene dei tifosi, e anche per smettere di invidiare gli stadi degli altri. E magari anche i centravanti degli altri. Ps. Kokogol colpisce ancora.

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