Nico e il sorpasso a destra. Proprio lì dove fa più male

Gonzalez pronto a riprendersi la fascia prediletta per una gara da leader. L’argentino sta bene e guida la ’Banda di fratelli’ all’assalto dei bianconeri.

4 novembre 2023
Nico e il sorpasso a destra. Proprio lì dove fa più male

Nico e il sorpasso a destra. Proprio lì dove fa più male

Da sempre è la partita di quelli bravi. Magari di quelli con il 10 sulla schiena. Nella storia ce ne sono stati tanti. Oggi la Fiorentina si aggrappa al talento di Nico Gonzalez per battere la Juventus. Sono le partite che lo esaltano. Quelle che scaldano il mancino di Belén de Escobar. Sette i sigilli stagionali, anche se il gol gli manca da Napoli. In mezzo due partite senza sussulti. In casa contro l’Empoli dopo la fitta parentesi con l’Argentina, poi all’Olimpico relegato largo a sinistra. Lì, dove in Nazionale si trova a meraviglia e in maglia viola fa una tremenda fatica. Innegabile che sul versante opposto sia più dentro la gara. Più coinvolto nella trama offensiva. Di conseguenza con più palloni fra i piedi che possano risultare decisivi. Lunedì scorso ne ha toccati 55, pochini. A destra ne tocca di media almeno una decina in più.

E l’impressione è che Italiano lo voglia riportare lì domani sera contro la Juventus. Se c’è una certezza nell’attacco della Fiorentina, in una partita così non conviene toccarla. Deve aver pensato questo il tecnico gigliato durante la settimana di lavoro al Viola Park. Di fronte potrebbe trovarsi Kostic, non un fulmine a difendere. Farsi rincorrere dall’esterno serbo potrebbe essere una delle chiavi della partita.

Nico sa di avere la squadra in mano. In settimana è apparso sui social del club sorridente e divertito sempre in compagnia della ‘banda’ argentina (Quarta, Beltran e Infantino, oltre al colombiano Yerry Mina). Il mood è quello giusto. Per far male alla Juve serve la spensieratezza dei giorni migliori. Via le scorie delle ultime due sconfitte. Via anche la stanchezza accentuata dal doppio impegno in Nazionale. Oggi Nico sta bene, è rilassato e consapevole che una grande notte viola non possa che passare da quel benedetto mancino di Belén de Escobar.

Alessandro Latini

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