Lazio-Feyenoord, Sarri: "Non è decisiva. Critiche? Voglio restare qui"

Le parole del tecnico laziale in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Champions

7 novembre 2023
Maurizio Sarri

Maurizio Sarri

Roma, 7 novembre 2023 - Alla viglia della sfida che potrebbe cambiare le sorti del Gruppo E di Champions League, Maurizio Sarri si è presentato in conferenza stampa per presentare la sfida dell'Olimpico contro il Feyenoord.

La prima domanda per il tecnico fa riferimento allo scontro dello scorso anno nei gironi di Europa League: se possa o meno offrire spunti per la sfida del quarto turno di questa Champions League. "Pochi, - dice Sarri - perché loro sono cambiati. Loro hanno fatto una striscia di 20 partite senza sconfitte. Quest'anno sono anche più forti, basiamoci sulla partita recente. Sono al limite del fallo sistematico, sono preoccupato del fatto che dovremo muovere palla molto velocemente. Le condizioni dell'Olimpico, se saranno come l'ultima partita, non ci aiuteranno da questo punto di vista".

Il tecnico ha poi preso di petto le critiche di questa settimana: "Non mi importano. Ci sono un sacco di voci sul fatto che a fine anno vorrei andar via, ma io ho sempre detto il contrario. Io voglio rimanere qui a lungo e chiudere la carriera."

Maurizio Sarri ha poi parlato di questa sfida rispondendo a chi dice che i biancocelesti siano obbligati a vincere. "Sono discorsi da curva, non esistono - dice il tecnico toscano - partite da vincere a tutti i costi. Non diamo per scontati i risultati delle altre partite. Siamo ancora a metà del girone. Partita importantissima nell'economia del girone. Non mi piace sentir dire che è da vincere a tutti i costi. Noi cercheremo di fare la partita come sempre. Useremo le nostre armi. Tutti commentano il risultato, sembra quasi che si guardi solo il risultato. Ci è mancato di trasformare in gol le occasioni dell'anno scorso. Non so perché questo possa succedere, giochiamo nello stesso modo. Il dato che ci lascia pensare è che l'anno scorso eravamo primo per gol fatti in relazione alle occasioni create, adesso siamo diciottesimi. Come risolvere questo problema? A volte non riusciamo a creare pur avendo creato i presupposti. L'anno scorso a un certo punto della stagione si era risolto con più attacchi degli spazi. Se quando occupi l'area perdi 2-0, bisogna stare attenti agli equilibri. Kamada con Luis Alberto possono giocare con Vecino da vertice basso, anche se lui non ha tanta verticalità".

Si è in seguito discusso in modo rapido delle situazioni di Kamada e Cataldi. "Luis Alberto se sta bene penso che vada dentro. Kamada è preso in considerazione sempre. Abbiamo fatto allenamento ieri, a 48 ore l'allenamento era poco indicativo. Cataldi? Gioca di meno perché ha reso di meno. Sia in partita che in allenamento. Ma non ho problemi a dirlo perché l'ho detto anche a lui".

I giornalisti presenti a Formello hanno anche chiesto al tecnico del calendario, con il derby come sfida subito successiva a questo importante crocevia di Champions League. "Questo vorrebbe dire non averci capito niente, anche nel senso del peso specifico della partita stessa. L'occasione per tornare in Europa ce l'abbiamo dal campionato e non dall'Europa. Per noi è un'occasione fondamentale giocare in Europa, ma bisogno farlo con lucidità. La Champions è una festa, il campionato è lavoro".

Il tecnico ha poi risposto al fatto che la Lazio, secondo alcuni, abbia un problema di terzini. "Non direi, a Bologna Lazzari è stato il più pericoloso. Anche se a me piacciono i terzini che sanno difendere. Quelli che attaccano solo non mi piacciono tanto".

Dall'ambiente infuocato della de Kuip a quello dell'Olmpico, Sarri dice: "Quanti sono sono, spero facciano l'inferno".

La conferenza stampa dell'allenatore si è conclusa con un riferimento a Ciro Immobile. "Il suo reinserimento? O si scarica o si recupera. Io sono per recuperarlo a tutti i costi, perché per noi è troppo importante. Lui troppo nervoso? Ho visto gente più nervosa di lui. Deve trovare più allenamenti e continuità in partita. Per noi è una risorsa infinita".

Provedel: "La Champions è un sogno che si realizza. Dovremo trascinarci l'uno con l'altra"

Non solo Maurizio Sarri, anche Ivan Provedel era presente in sala stampa insieme al proprio tecnico per presentare la sfida dell'Olimpico contro il Feyenoord. "Tutti sanno quanto sia importante - dice il portiere italiano - la partita di domani (oggi, ndr). Noi dobbiamo solo andare in campo e trascinarci l'uno con l'altro. Spero che il pubblico arrivi allo stadio come arriveremo noi". L'estremo difensore ha iniziato parlando del problema relativo alla fase difensiva meno solida rispetto allo scorso anno da parte dei biancocelesti. "Non c'è un discorso matematico, altrimenti avremmo già trovato la soluzione. Lo scorso anno avevamo trovato solidità, quest'anno ci stiamo mettendo più tempo. Ma non è una questione così immediata. Penso che l'unica cosa che non deve mancare sia la fiducia e lo spirito nel credere in quello che si fa".

Dalla fase difensiva, a quella offensiva, si è chiesto al portiere cosa ha provato a segnare contro l'Atletico Madrid, discutendo così anche dei bomber laziali, ancora non prevenuti questa stagione. "Si parla del gol, si scherza. Ma mi dispiace che si parli degli attaccanti. Purtroppo non ci stiamo riuscendo, a volte non è andata per il verso giusto. Bisogna essere sempre determinati e cattivi, facendo così gli attaccanti si sbloccheranno". Si è poi chiesto al portiere come viva questa partita: "Molto importante ai fini della classifica. Ma lo è stata anche quella con l'Atletico, la vittoria a Glasgow e la sconfitta a Rotterdam. Ci stiamo preparando nel modo migliore possibile. La Champions è un impegno o un divertimento? Se una cosa ti diverte non vuol dire che le dai meno importanza, e viceversa. Per me è un sogno che si realizza quindi vorrei andare più avanti possibile. Vorrei giocarla anche il prossimo anno, quindi devo arrivare tra le prime quattro, questo è il discorso del mister. Il campionato ci deve dare i punti per tornare in Champions, la coppa ci dà la benzina per fare il massimo in campionato".

Dai problemi interni agli avversari, in particolare Santiago Gimenez, vero mattatore del match d'andata: "Noi studiamo gli avversari, sappiamo cosa fare e cosa non fare. All'andata non siamo entrati con lo spirito giusto per affrontare quel tipo di gara. Sarà la cosa più importante per domani. Ci saranno tanti duelli che fanno la differenza, è una questione di testa e non di studio".

Il portiere laziale ha poi discusso"Ci sono state tre situazioni borderline dove non siamo stati impeccabili e abbiamo subito. Tutti stanno lavorando bene in entrambe le fasi, stiamo subendo poco. Quindi non c'è qualcosa in particolare da correggere. Le cose cambiano, gli avversari ci affrontano in modo diverso... si tratta di piccole cose che a volte riesci a incastrare e altre meno. A Bologna abbiamo subito solo un tiro in porta, il calcio non è una scienza".

Si è poi chiesto a Provedel come stia la squadra. "La squadra è in*****ta. Nonostante sia arrivata da un po' di risultati positivi in campionato, purtroppo ha fatto una brutta prestazione a Rotterdam e questo ci ha fatto arrabbiare molto. Col Bologna siamo partiti forte, purtroppo non è andata come volevamo. Quello che vedo io è una squadra arrabbiata perché non sta raccogliendo quello che ha seminato fino a questo momento. Bisogna affrontare questa partita di petto. Mettere via questa di Champions e poi pensare al derby, che sapete meglio di me quanto sia importante. E anche quella va presa di petto".

La conferenza stampa si è conclusa chiedendo al portiere se avesse qualche sassolino nella scarpa da togliersi. "Non ho nessun sassolino da togliermi. Devo cercare di essere un esempio, devo ripagare solo la fiducia del mister e dei compagni. Se sono arrivato qui a questa età era scritto così. Ma io sono contento di dove sono, anche se vorrei dare un contributo ancora maggiore visto che in questo inizio di stagione ho preso troppi gol."

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