Mondiale per club, il presidente dell'Aic Calcagno: "I giocatori temono per la salute"

Il presidente dell'Associazione italiana calciatori ha spiegato i motivi che hanno portato l'Assocalciatori a unirsi alle proteste dei colleghi francesi e inglesi contro il nuovo format del Mondiale per club.

di KEVIN BERTONI -
24 giugno 2024
Umberto Calcagno, presidente Aic

Umberto Calcagno, presidente Aic

Milano, 24 giugno 2024 – Così le partite sono troppe. Il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, Umberto Calcagno, va dritto al punto per spiegare le motivazioni che hanno portato l'Assocalciatori a schierarsi al fianco di Inghilterra e Francia per protestare contro il nuovo Mondiale per club. La Fifa è stata citata al tribunale Commerciale di Bruxelles per violazione dei diritti dei giocatori e dei loro sindacati, proprio con la motivazione che a partire dalla prossima stagione le partite saranno eccessive e ciò andrà a scapito della preparazione fisica e della salute dei giocatori stessi. Non solo, un aspetto rilevante sottolineato da Calcagno, riguarda anche la qualità del prodotto offerto: tante partite, meno preparazione e prestazioni più scadenti in campo.

Mondiale per club: i rischi per i giocatori

"I top player dei club di vertice arriverebbero a giocare 85 partite nell'arco di una stagione. Lamentiamo il fatto che, unilateralmente e senza consultazioni, si sia aggiunta una competizione in un calendario già affollato", ha detto Calcagno. A questa dichiarazione ha fatto seguire anche una serie di dati forniti dalla FIFPro, il sindacato internazionale dei calciatori: "I primi studi della FIFPro su quanto sia nocivo per la salute dei top player tutto questo insieme di partite risalgono al 2019. L'azione legale è una strategia condivisa con la World League, anche la Lega Serie A è con noi in questa battaglia. Siamo arrivati a un contesto in cui i top player potrebbero arrivare a 85 partite nel corso di una stagione, senza soluzione di continuità rispetto alla precedente. Chiediamo a questi ragazzi di giocare di più, ma per questo motivo si possono allenare pochissimo, se non quasi mai. I calciatori con impegni back to back, ovvero con meno di cinque giorni di recupero da una partita all'altra, ormai svolgono solo allenamenti di scarico o di rifinitura. Siamo arrivati a un punto nel quale per massimizzare i ricavi rischiamo che il nostro prodotto alla lunga sia più scadente". Inoltre, anche l'Aic ha fatto notare, tramite uno studio, che in una rosa di 32 calciatori, mediamente ce ne sono 8 che giocano il 50% del minutaggio complessivo: "Siamo in una situazione di sovraccarico. C'è una grandissima preoccupazione anche da parte dei giocatori di non poter essere più in grado di svolgere la loro attività e di non poter essere al meglio per un numero di partite così elevato".

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L'obiettivo della protesta è quello di "sederci tutti quanti allo stesso tavolo. Ci sono anche accordi collettivi che prevedono periodi feriali e che oggi salterebbero. L'aspetto positivo è che non è più solo una questione sindacale. Se la Fifa continuerà a rifiutare la possibilità di interloquire, andremo avanti. Non bisogna essere grandi esperti per capire che un ente regolatore che impone anche le date alle Nazionali e tutto ciò che viene organizzato nel mondo del calcio non può da solo inserire una nuova competizione nell'unico periodo di riposo rimasto per i calciatori".

Come funziona il nuovo Mondiale per club

La Fifa ha deciso di rinnovare completamente il Mondiale per club, partendo dall'edizione che si disputerà nel 2025 negli Stati Uniti. Il primo cambiamento riguarda la cadenza, non più annuale, bensì quadriennale esattamente come i classici Mondiali. Le squadre passano da 7 a 32, divise in otto gironi da quattro. Una volta terminati i gironi "all'italiana" e con gara singola, le prime due passano agli ottavi di finale, mentre la terza e la quarta saranno eliminate. A partire dagli ottavi ci sarà una gara secca fino alla finale e non sarà prevista la finalina per il terzo posto. Per l'Europa si qualificheranno 12 squadre: le ultime quattro ad aver vinto la Champions League e altre otto in base al cammino fatto nella coppa dalle grandi orecchie nelle ultime quattro stagioni. Il Sudamerica porterà sei squadre, mentre Asia, Africa e Centro e Nord America avranno quattro posti a disposizione. Infine, un posto è per l'Oceania e per il Paese ospitante della manifestazione. Un'altra regola è che ogni Stato non può partecipare con più di due squadre. L'appuntamento è per il 15 giugno 2025, tra poco meno di un anno, e durerà fino al 13 luglio, non proprio il miglior periodo per giocare a calcio viste le alte temperature che si potrebbero raggiungere. Manca meno di un anno al via di una delle competizioni più criticate degli ultimi anni, vedremo se i calciatori e le associazioni riusciranno a far valere la loro voce oppure la Fifa non cambierà idea.

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