Una squadra irriconoscibile Mancata la testa

Spezia perde ancora, incapace di accelerare i ritmi e di rendersi pericoloso. Una sosta per le nazionali permetterà di ricompattare il gruppo e ritornare a fornire un gioco accettabile. Ma c'è chi vorrebbe addirittura che i Platek cedessero la società.

di MASSIMO -
4 settembre 2023

Massimo

Benedetti

Al peggio non c’è mai fine. Uno Spezia fragile, bloccato a livello psicologico e incapace di accelerare i ritmi, si fa battere anche dal diligente ma modesto Como. Le attenuanti sono poche senza neanche un tiro nello specchio della porta. Una squadra irriconoscibile, soprattutto in chi avrebbe dovuto fare la differenza come Zurkowski, per citare il caso più eclatante. Spezia confusionario ed incapace di rendersi pericoloso. Il primo tempo è stato particolarmente da incubo, con errori clamorosi un po’ di tutti i calciatori in maglia bianca ed immensa fatica solo ad arrivare nell’area avversaria. La prima giocata degna di nota è di Pio Esposito dopo 40’, quando già la difesa aveva ballato e incassato il gol di Barba, poi risultato decisivo. Al rientro dagli spogliatoi dopo l’intervallo, nel ’deserto’ del Manuzzi, si è sentita nitida la voce di un tifoso urlare: "svegliatevi!". I fedelissimi che hanno affrontato la lunga trasferta romagnola, nonostante il pessimo spettacolo, non hanno mai smesso un attimo di incitare la squadra. Che però sta vivendo un momento di grande involuzione, al punto che anche se si fosse giocato fino a mezzanotte, il pareggio non sarebbe mai arrivato.

A questo punto arriva propizia la sosta per le nazionali, sperando che il gruppo possa ricompattarsi e tornare a fornire un gioco accettabile. Siano di conforto le parole pronunciate del capitano Nikolaou nell’incontro di sabato a Follo con i tifosi: "Questi siamo e lotteremo sino alla fine per ritornare in serie A". Purtroppo in questo momento negativo hanno trovato terreno fertile i ’complottisti’ che sostengono voluta la retrocessione in serie B e la proprietà pronta ad abbandonare a fine stagione.

C’è chi vorrebbe addirittura che i Platek cedessero la società. Ma siamo così convinti che ci sia la coda per acquistarla? A parte i soliti avventurieri e personaggi in cerca di autore. O piuttosto non si rischierebbe un declino ancora più ineluttabile?

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