Forlì, per Gaspardo garantisce Gaspardo. Il fratello è un ex: "Scelta al top per tutti"

Prima del neoacquisto Raphael, vestì i colori biancorossi David, nella FulgorLibertas 2009/10 (serie B): "Sono molto contento"

di STEFANO BENZONI -
10 luglio 2024
Forlì, per Gaspardo garantisce Gaspardo. Il fratello è un ex: "Scelta al top per tutti"

Forlì, per Gaspardo garantisce Gaspardo. Il fratello è un ex: "Scelta al top per tutti"

"Eravamo insieme quando Antimo Martino lo ha chiamato. Hanno parlato al telefono poi, terminata la conversazione, Raffi mi ha detto: ‘Mi ha convinto, io vado a Forlì!". ‘Raffi’ è Raphael Gaspardo, nuovo importante acquisto dell’Unieuro, mentre chi racconta l’episodio è il fratello maggiore David, di quattro anni più grande, primo in ordine di tempo di tre cestisti (ha giocato a basket anche il più piccolo, Thomas, classe 1995). L’arrivo di Gaspardo a Forlì, strappato alla concorrenza di Pesaro, Brindisi e Cantù, è curioso perché anche David nel suo passato ha un’esperienza da giocatore all’ombra di San Mercuriale. Era la stagione 2009/10 e la società non era la Pallacanestro 2.015 bensì la FulgorLibertas.

"Mi portò a Forlì l’allora team manager Gabriele Foschi – ricorda David – in una squadra forte dove c’erano Toto Forray, Massimo Farioli, Matteo Frassineti, Christian Villani e il coach era Giampaolo Di Lorenzo. Purtroppo la mia esperienza non fu fortunata perché fra ottobre e novembre fui costretto a fermarmi a causa di un’ernia alla schiena. Mi curai ma non rientrai e fra gennaio e febbraio il club prese Federico Lestini. Preferii tornare a casa e finire l’anno in C1. Però quell’infortunio mi fece riflettere su quello che avrei voluto a fine carriera e infatti ora lavoro come fisioterapista. È proprio il caso di dire che da un male è nato un bene". Infortunio a parte, David ricorda con piacere i mesi forlivesi: "Fu un’esperienza bellissima con ‘Frasso’ che ci indirizzava nei posti giusti dove andare, il pubblico era fantastico, si mangiava alla grande, vivevo in appartamento con Claudio Tommasini e mi dispiacque dover andar via. Dopo aver giocato ancora diversi anni fra B2 e C1 fra Spilimbergo e Codroipo ho cominciato a lavorare come fisioterapista allenando anche la squadra Under 19 Silver, ma far combaciare i due impegni è diventato difficile e da settembre mi dedicherò solo alla mia attività lavorativa".

Ora a Forlì arriva il ‘fratellino’ Raphael: "Sono molto contento che abbia scelto Forlì che è un top club di A2, allenato da un super come Martino e dove ritroverà il grande Dada Pascolo, altro friulano doc che vive a Caseano che è esattamente a 12 chilometri da casa nostra a Dignano. E poi così lo verrò a trovare e saluterò qualche amico". Sul predominio cestistico in casa Gaspardo, la risposta di David è diplomatica: "‘Raffi’ ha una fisicità impressionante, però qualche gara di tiro la vinco ancora io. La fisicità e l’atletismo mio fratello l’ha presa dalla famiglia di mia madre che viene da Bressanone. Mia madre con la Forst ha vinto 7 scudetti di pallamano, mentre mio zio è stato votato miglior portiere del mondo ai mondiali di pallamano negli anni ‘90. Anche nostro padre, che è stato nazionale di judo, si difende, ma la fisicità viene dalla famiglia di mia madre".

David ha seguito sempre la carriera del fratello fin da quando arrivarono quasi insieme nelle giovanili della Benetton Treviso: "È sempre stato forte, ma ho capito che aveva qualcosa in più nei due anni a Cremona allenato da Pancotto, anche se poi fece molto bene a Pistoia, a Reggio Emilia e soprattutto a Brindisi dove con coach Vitucci cambiò ruolo, disputò due finali di Coppa Italia di fila e chiuse una stagione a 11 punti di media. Quando lasciò Brindisi se avesse aspettato qualche giorno in più sarebbe andato alla Virtus Bologna, invece poi è andato a Udine dove è stato nelle ultime due stagioni".

La descrizione che David fa del fratello fa capire che Forlì ha pescato il giocatore giusto: "È un ragazzo estroverso, molto educato, il classico friulano tranquillo oltre ad essere un professionista serissimo che in questi giorni si alza presto per andare a correre e andare a tirare. Come giocatore ha ancora diversi margini di miglioramento a livello tecnico e credo che a Forlì abbia trovato il contesto e l’allenatore giusto per tornare ad essere protagonista".

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