Sella, ha pesato la partenza ad handicap: "Ma io applaudo la rimonta sul meno 26"
Basket A2, il coach centese Di Paolantonio non fa drammi dopo il ko con Rieti: "Ma domenica a Cremona dovremo iniziare più decisi"
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Il coach biancorosso Emanuele Di Paolantonio: per la Sella un altro ko casalingo
Una partenza ad handicap, con poco mordente, subito a rincorrere ma senza la bussola. Fino al punto di non ritorno, quel -26 toccato per due volte attorno alla metà del terzo quarto (36-62 e 38-64), perché peggio di così era oggettivamente impossibile. Solo a quel punto, fuori orgoglio e attributi: Cento ha ripreso conoscenza e anche a farsi conoscere per quella che era stata nei dieci giorni precedenti, attenta, solida e combattiva. Ma solo un quarto e mezzo, contro questa Rieti, non è bastato per un poker che avrebbe fatto sognare. Nessun rimpianto però, solo il rammarico per aver buttato via tutta la prima parte della gara. "Complimenti a Rieti perché ha vinto con merito: è stata in vantaggio 40 minuti su 40 – così coach Di Paolantonio nel post-partita, riconoscendo i meriti ai laziali, ma sottolineando anche le carenze della Benedetto, inizialmente spaesata e tramortita dall’impatto col match e con l’avversario –. Nei primi 25-28 minuti ci hanno sovrastato, sia per energia che per fisicità, sapevamo della loro forza e del fatto che non siano lassù per caso. Ma resto comunque orgoglioso della reazione dei ragazzi, perché una volta sotto di 26 avrebbero potuto mollare e andare a casa, invece hanno riaperto la partita, giocandosela fino all’ultimo possesso".
Sella tra alti e bassi, anche nei singoli, con piacevoli conferme, capitan Delfino in primis (25 punti in 28 minuti, con 6 rimbalzi e 4 assist) e poi Devoe (25+6 rimbalzi), ma anche qualche elemento sottotono rispetto alle precedenti uscite (Benvenuti e Berdini). "Abbiamo provato a rimescolare le carte, perché le nostre situazioni difensive più consone non stavano funzionando, rispolverando un po’ di zona e accorciando ulteriormente il gap. Alla fine, la partita è stata decisa da due canestri da campione da 8 metri di Monaldi, pur marcato bene da Graziani, in entrambe le occasioni. Ci abbiamo provato e per questo dico che nonostante la sconfitta è comunque giusto guardare il bicchiere mezzo pieno, ripartendo dalla bella reazione e dalla ‘garra’ mostrata nel secondo tempo, lavorando sugli errori commessi". Testa alta e pedalare, verso Cremona (domenica ore 18), la prima di una serie di trasferte delicate e fondamentali in vista del futuro. "Dovremo cercare di partire forte, come fatto a Torino, mettendo subito il nostro timbro sulla partita, sperando di recuperare energie e giocatori, visto che purtroppo la sfortuna non ci abbandona. Le condizioni di Berdini e Nobile? Il primo ha avuto un calo di pressione e poi una scavigliata, mentre Vittorio aveva 39 di febbre fin dalla mattina, ma ha comunque fatto lo sforzo di esserci".
Giovanni Poggi
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