Rimini, la gioia arriva dagli undici metri . Morra è una certezza e la Spal va al tappeto

Una serpentina di Lamesta vale il penalty, l’ex Piacenza non sbaglia. Al Neri una vittoria fondamentale per la classifica

di DONATELLA FILIPPI -
7 novembre 2023
Rimini, la gioia arriva dagli undici metri . Morra è una certezza e la Spal va al tappeto

Rimini, la gioia arriva dagli undici metri . Morra è una certezza e la Spal va al tappeto

Rimini

1

Spal

0

(4-3-1-2): Colombi; Lepri, Pietrangeli, Gigli, Tofanari (29’ st Semeraro); Megelaitis (38’ st Rosini), Langella, Leoncini (26’ st Lombardi); Lamesta; Cernigoi (38’ st Capanni), Morra (38’ st Ubaldi). A disp.: Passador, Gorelli, Capanni, Stanga, Accursi, Bouabré, Acampa, Iacoponi, Selvini. All.: Troise.

SPAL (3-5-2): Alfonso; Bruscagnin, Valentini, Tripaldelli; Orfei (29’ st Rosafio), Bertini, Collodel (29’ st Angeletti), Contiliano (44’ st Carraro), Celia (40’ st Puletto); Antenucci (40’ st Deme), Maestro. A disp.: Meneghetti, Del Favero, Parravicini, Saiani, Carraro, Peda, Dumbravanu, Simonetta. All.: Colucci.

Arbitro: Valerio Crezzini di Siena. Assistenti: Andrea Bianchini di Perugia e Egidio Marchetti di Trento.

Rete: 18’ st Morra (rig.).

Note - Spettatori 3.499: 1.300 paganti e 2.199 abbonati. Ammoniti: Contiliano, Leoncini, Collodel, Bruscagnin, Tripaldelli, Lamesta. Angoli 8-2.

Di rigore, dopo averci provato a lungo, e pure con un po’ di pathos. Ma nemmeno troppo. Se l’è presa d’impeto il Rimini la vittoria con la Spal. Sfruttando la solita serpentina di Lamesta, la freddezza di Morra dal dischetto, e quella ’trovata’ solidità difensiva che ha permesso ai biancorossi di fare passare una sola volta gli avversari negli ultimi 270 minuti in campo. Troise riprende la strada che avrebbe voluto percorrere lunedì scorso contro il Sestri Levante. Lì lo aveva fermato il maltempo, e allora ci riprova con la Spal. C’è Morra, c’è Lamesta, ma anche Cernigoi. E in mezzo al campo Troise preferisce il 18enne Leoncini a Lombardi. Che alla Spal tremino le gambe lo si avverte subito.

La squadra di Colucci è tutta rintanata nella propria metà campo, un po’ in stile Rimini di qualche settimana fa. E, allora, i romagnoli possono sfruttare al meglio quelle qualità offensive che non hanno mai fatto difetto. Ma la grande mole di lavoro non si trasforma in gol. La rovesciata di Morra nei primi minuti, il tiro da lontano di Lamesta, quello di Cernigoi poco dopo. Tutte chance non sfruttate. Fino a correre un rischio nel finale con il tiro di Maistro sul quale è costretto a usare i guanti Colombi nell’unica parata dei primi 45 minuti. Con la stessa fame il Rimini si rimette a correre anche nella ripresa e l’episodio che dà la svolta arriva non subito, ma quasi. Lo sprint di Lamesta è di quelli che che non ti aspetti. Improvviso. Non se ne capacità Tripaldelli che non può fare altro che buttarlo giù nel cuore dell’area spallina. Crezzini non ha dubbi e Morra nemmeno quando deve calciare il terzo dei tre rigori ’ottenuti’ di fila, nelle ultime tre gare. La Spal, allora, è costretta a rivedere il copione. E spinge la squadra di Colucci, ma non fa mai veramente paura.

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