Un forlivese in Africa per preparare talenti: "In missione con la passione del calcio"

Enrico Casadei, esperto di preparazione per i giovani, è in Mali a dirigere la metodologia in un’Academy che cerca campioni del domani

di ALESSANDRO VALGIMIGLI -
29 giugno 2024
Un forlivese in Africa per preparare talenti: "In missione con la passione del calcio"

Un forlivese in Africa per preparare talenti: "In missione con la passione del calcio"

C’è chi in Africa va in missione religiosa e chi in missione militare: Enrico Casadei, 44 anni di Forlì, né una né l’altra, ma per seguire la sua sconfinata passione (ed attitudine) per il calcio. E’ approdato in Mali nove mesi fa, con un contratto di due anni, in qualità di direttore della metodologia della Abm Foot Academy, un centro sportivo in cui fioriscono giovani talenti da lanciare nel calcio europeo.

Il progetto fa capo a un gruppo di investimento londinese in collaborazione con tre club professionistici: gli inglesi del Southampton, i turchi del Goztepe e i francesi del Valenciennes, tutte squadre di Seconda Divisione nei rispettivi Paesi. L’accademia si trova vicino alla capitale Bamako ed è organizzata sul modello dei college americani, dove i ragazzi studiano e fanno sport nello stesso campus.

"L’Africa è piena di questi progetti – racconta Enrico, rientrato a Forlì per qualche giorno di ferie –. Noi abbiamo un impianto sportivo costato due milioni di euro, che comprende due campi da calcio, sei spogliatoi, due piscine, una palestra e poi mense, dormitori, scuola, uffici e anche una moschea. Siamo partiti il 1° ottobre del 2023 e oggi abbiamo 130 ragazzi dai 12 ai 18 anni selezionati dai nostri scout in tutta l’Africa subsahariana, dal Senegal fino alla Tanzania".

Non essendoci campionati giovanili in Mali, vengono organizzati dei tornei dove gli osservatori dei club di cui sopra possono visionare i calciatori in erba e decidere chi è pronto a raggiungere l’Europa (o gli Stati Uniti) per misurarsi col nostro calcio. "Ad aprile, cinque dei nostri ragazzi sono stati scelti per fare un provino al Valenciennes: partiranno il 17 luglio e resteranno là un mese. E’ stato commovente vedere i loro visi, di solito sorridenti, farsi di sasso quando hanno appreso la notizia; uno di loro ha pianto. Un’altra bella soddisfazione sono state le convocazioni nelle nazionali giovanili di Mali e Nigeria per quattro dei nostri atleti".

Casadei è sposato con una francese, Angelique; hanno due figli, Leo e Margot, rispettivamente di 6 e 3 anni; risiedono a Lille, nel nord del Paese transalpino. "E’ dura stare lontani da casa: loro mi mancano, e viceversa". In Francia, Enrico aveva maturato un’esperienza decennale in tre diversi club dilettantistici (con l’ultimo dei quali, l’Armentières, aveva raggiunto il VII turno di Coppa di Francia), fino a quando nell’agosto scorso non arrivò la telefonata del mister spagnolo Fernando De Argila, a cui Enrico aveva fatto da secondo negli Allievi nazionali del Cesena. "Sei ancora nel calcio? – mi ha chiesto –. Poi mi ha detto che sarebbe partito con un grosso progetto in Africa e che gli serve un direttore della metodologia che sapesse il francese. Ed eccomi qua".

Una laurea in Scienze motorie e una licenza di allenatore ‘Uefa B’ (che in Italia consente di allenare fino alla Serie D), nell’accademia maliana Casadei ha strutturato non solo gli allenamenti sul campo per tutte le fasce d’età (i più piccoli vanno in campo tutti i giorni, i più grandi hanno la doppia sessione, come i professionisti: "Loro pregano cinque volte al giorno, quindi bisogna tenere in considerazione pure questo"), ma anche il progetto educativo che li accompagna. "Perché il percorso di crescita non deve limitarsi al campo, ma estendersi al modo corretto di alimentarsi e di stare in gruppo. Devono imparare valori come disciplina, rigore, costanza, determinazione: in una parola, la vita da atleta".

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