I due campioni hanno incontrato i fan a Torino. Sinner si scalda: "Imparo anche dalle sconfitte»

Jannik e Alcaraz a confronto: "Nelle giornate storte ti chiedi come migliorare". Domani la sfida a Tsitsipas

di GIULIANA LORENZO -
11 novembre 2023
Sinner si scalda: "Imparo anche dalle sconfitte"

Sinner si scalda: "Imparo anche dalle sconfitte"

"Siamo persone normali, con una passione particolare". L’essenza di Jannik Sinner sta tutta in questa frase. Il 22enne, 10 titoli ATP vinti e attuale numero 4 del mondo, si prepara, con Carlos Alcaraz, numero 2, alle ATP Finals di Torino. I due "complici", legati dallo stesso sponsor si sono confrontati e hanno scherzato presso il Nike store del capoluogo torinese. Un’occasione per stemperare la tensione prima dell’inizio del torneo. "Mi sono sempre ispirato a Federer – esordisce l’altoatesino - Abbiamo vissuto un periodo, con Djokovic che è ancora al top, Federer e Nadal in cui hanno fatto la storia, sono stati i nostri punti di riferimento in campo e fuori".

La pensa allo stesso modo lo spagnolo di Murcia, classe 2003 e già vincitore di due prove Slam (US Open 2022, Wimbledon 2023). "Siamo giovani, è incredibile essere d’ispirazione per i più piccoli, io guardavo Nadal e i suoi match. Mi allenavano il più possibile per raggiungerlo. Quando gioco cerco di portare certi tipi di valori".Il modo di scendere in campo è fondamentale ed è ciò che li ha elevati allo status di campioni. Vincere è complesso, ancora di più accettare una delusione sportiva. "Ogni volta che perdi – ammette Carlos – è come un fallimento, ma cerco sempre di imparare qualcosa, è difficile, dipende dalle varie situazioni, ma di solito, dopo, sono motivato a spingere e dare ancora di più" Gli fa eco Sinner: "Il k.o è la parte più brutta, ovviamente. Ci alleniamo sempre e spesso le cose che succedono in campo non vanno come vorremmo ed è difficile da accettare. Nelle giornate storte capisci come lavorare, soprattutto quando giochi con i migliori al mondo….come Alcaraz. Esci dal campo e ti chiedi cosa puoi fare meglio, fa parte della crescita". Il torneo di Torino dirà poi a che punto di questo percorso sono i due. L’italiano, inserito nel girone verde con Djokovic, domani scenderà in campo contro Tsitsipas nella sua seconda partecipazione alle Finals, la prima "guadagnata" realmente sul campo (nel 2021 sostituì Berrettini infortunato).

Alcaraz, nel girone rosso, invece, scenderà in campo lunedì contro il tedesco Zverev. Prepararsi, dopo una stagione logorante e senza pausa, in cui non c’è tempo per il riposo e quando c’è, entrambi, ammettono, dormono, non è semplice. "La parte mentale è molto importante – dice l’iberico – ci sono diverse situazioni che variano da torneo a torneo, bisogna sempre credere in se stressi, è una questione di forza". L’azzurro, invece, pone l’accento su un’altra questione: "È importante non concepire le partite tutte allo stesso modo e non darle per scontato. Bisogna trovare l’aspetto migliore. In campo siamo soli, magari abbiamo dormito male e alla fine lo sappiamo solo noi, la parte mentale è fondamentale".

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