Vincolo sportivo, Calcagno 'merito e tempistiche sbagliate'

N.1 Aic in audizione Camera: 'speriamo in modifiche limitative'

9 luglio 2024
Vincolo sportivo, Calcagno 'merito e tempistiche sbagliate'

Vincolo sportivo, Calcagno 'merito e tempistiche sbagliate'

"Un provvedimento che contestiamo sia nel merito, sia nelle tempistiche". Così il presidente dell'associazione italiana calciatori, Umberto Calcagno, intervenuto oggi in audizione alla Commissione Ambiente della Camera, nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto 29 giugno 2024, n. 89 relativo alla proroga del vincolo sportivo. "La data di pubblicazione è del 29 giugno scorso - ha sottolineato Calcagno - un giorno prima della fine della stagione sportiva, con migliaia di nostri associati e associate che avevano già programmato il futuro e si sono improvvisamente ritrovati vincolati per un'altra stagione. Questo provvedimento non solo ha illegittimamente prorogato un istituto che era stato cancellato dal decreto n.36, ma non ha tenuto conto di alcuni profili della norma vigente da un anno; oggi abbiamo dei "lavoratori e lavoratrici sportivi" che svolgono la loro attività nei due ambiti, professionistico e dilettantistico, e questo provvedimento crea una situazione paradossale con evidenti storture a livello lavoristico per chi aveva sottoscritto in costanza di tesseramento un contratto annuale e si ritrova vincolato a titolo gratuito". "La proroga del vincolo poco ha a che fare con la tutela dei vivai come si vorrebbe far credere, tanto più che la norma è applicata indiscriminatamente, senza limiti di età - ha proseguito il presidente Aic - in un decreto Infrastrutture, avrebbero potuto esserci modalità differenti per agevolare l'attività giovanile, verso un mondo che aveva chiaramente chiesto agevolazioni fiscali per gli investimenti sull'impiantistica utilizzata dai vivai, per agevolare la finanza privata a beneficio dei territori". "Speriamo che in sede di conversione possano essere apportate alcune modifiche limitative del provvedimento - ha concluso Calcagno - per scongiurare anche il rischio di un enorme contenzioso su una norma che ha evidenti profili di incostituzionalità".

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