Il Super Bowl in Paradiso. San Francisco-Kansas City e tutta l’America si ferma

Si gioca a Las Vegas, nel sobborgo dal nome roboante, aspettando il tour europeo che arriverà al Bernabeu di Madrid: stanotte alle 0,15 è ancora 49ers contro Chiefs.

di GIGI PAOLI -
11 febbraio 2024
San Francisco-Kansas City e tutta l’America si ferma
San Francisco-Kansas City e tutta l’America si ferma

Se il Paradiso avesse uno stadio, sarebbe questo: un affare galattico su dieci livelli, nero e argento, a metà fra uno scarafaggio gigante e Alien, che si chiama Allegiant ed è tutto coperto da un tetto trasparente, completamente climatizzato. Costo? Due miliardi di dollari. Tempo per tirarlo su? Meno di tre anni. Come da noi, uguale.

Se il Paradiso lo avesse? Ma no, ce l’ha davvero. Perché questo posto si chiama proprio Paradise, ma non ha niente a che fare con San Pietro e affini. Perché è qui, sobborgo anonimo e un po’ squallido che corre lungo l’Interstatale 15, che si giocherà stanotte il Super Bowl numero 58, la finale della National Football League, il più grande spettacolo degli Stati Uniti, che nell’ipertrofia di questa partita si specchiano, piacendosi molto, da sempre. In campo, nel replay della finale del 2020, i Kansas City Chiefs campioni in carica (terza presenza al Super Bowl in 4 anni) e i San Francisco 49ers, una delle squadre più iconiche della storia di quest0 sport, che si affidano a un quarterback ragazzino e (prima) sconosciuto, il ’Mr. Irrelevant’ Brock Purdy.

Ma la partita, e però questo non ditelo agli americani e agli amanti del football, scivola quasi in secondo piano perché il Super Bowl è davvero lo specchio dei tempi che scorrono. Si gioca a Paradise, innanzitutto, ma cosa è Paradise? E’ un sobborgo di Las Vegas, la capitale del vizio, del gioco, della perdizione, della lussuria. Come ha detto efficacemente Eli Roth, "è questa la vera città che non dorme mai, altro che New York". Con buona pace di Frank Sinatra. E’ la città dove si realizzano i sogni, si lasciano alle spalle problemi e realtà, e dove ognuno, su un campo di football o davanti alla slot di un casinò, cerca di far abbracciare le due cose, sogni e realtà, anche per una sola, sporca, maledetta volta. Ma stanotte (diretta tv dalle 0.15 su Rai2, Italia1 e Dazn) la realtà dice che l’America si confronta ben oltre uno sferoide prolato, il nome geometrico della palla che si usa nel football.

Dentro al Super Bowl entra addirittura la sfida per la Casa Bianca, poiché i complottardi vedono una luciferina alleanza fra Joe Biden e la superstar Taylor Swift, fidanzata del giocatore dei Chiefs Travis Kelce, per favorire l’uno e gli altri in nome di un anti-trumpismo che va ben oltre lo sport. Ah, la Swift, reginetta dei recenti Grammy Awards e di ogni inquadratura tv extracampo quando gioca il fidanzato. Ma la preoccupazione degli americani è: riuscirà Taylor a raggiungere Las Vegas in tempo per vedere dal vivo il suo Trevor? Già, perché solo poche ore prima del Super Bowl la Swift sarà in Giappone in concerto, finito il quale salirà su un aereo privato e arriverà in Nevada, dove ci sono appena sette gradi ed è febbraio pure qua. Numeri? Non solo. La Nfl ha deciso che – dopo Germania, Inghilterra, Messico e Brasile – nel 2025 giocherà una partita di regular season anche al Bernabeu di Madrid. Il football nel tempio del calcio: inimmaginabile.

Numeri, dunque. L’Allegiant ha 70mila posti: il biglietto che costa meno tocca i novemila dollari, ma alcuni, rivenduti online, hanno superato i 40mila. Uno spot di trenta secondi costerà 7 milioni di dollari e quest’anno saranno molte le star di Hollywood ad apparire nelle pubblicità, ambitissime, che l’anno scorso registrarono sette miliardi di interazioni sui social. E quindi Jennifer Aniston tornerà insieme a David Schwimmer di ’Friends’ per un servizio di delivery, Chris Pratt promuoverà stuzzichini, Jason Momoa una compagnia telefonica e il regista Martin Scorsese ha girato uno spot in cui appare lui stesso. Alcune star avrebbero ricevuto 5 milioni per apparire meno di 20 secondi nell’evento più visto dell’anno: 115 milioni di telespettatori nel ’23. Tanto per capirci, c’è solo una cosa che nella storia della tv americana ha ottenuto un’audience maggiore di un Super Bowl: lo sbarco sulla Luna nel 1969. Usher sarà la stella musicale dell’intervallo e non è escluso che con lui, sul palco, ci sia anche Justin Bieber. Infine, si prevede che 68 milioni di americani si giocheranno 23 miliardi di dollari sulla partita. Ah già, la partita. I bookmaker danno i 49ers favoriti di due punti, cioè nulla. Sarà, come sempre, uno spettacolo straordinario, sportivo e non.

E’ l’America, ragazzi, è tutta qui.

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