Riscossa azzurra. È Gaudiano il trascinatore

Gaudiano trionfa a Doha nel "cinque stelle", confermando la sua superiorità. Successi anche per altri azzurri in diverse competizioni internazionali. L'equitazione italiana sembra rinascere dopo un periodo difficile.

di PAOLO MANILI -
26 febbraio 2024
Riscossa azzurra. È Gaudiano  il trascinatore

Riscossa azzurra. È Gaudiano il trascinatore

Mezza dozzina gli azzurri vittoriosi in tre continenti, America, Asia ed Europa. Su tutti spicca, per continuità di risultati, il "solito" Gaudiano con lo strepitoso successo nel "cinque stelle" di Doha. L’asso azzurro, questa volta in sella al veterano Chalou, si è ripetuto nel GP del Qatar (1,55 m.) precedendo la rampante francese Sadran, seconda su Kosmo van Hof Ter Boone, poi terza la fuoriclasse svedese Baryard Johnsson (H&M Indiana), quarto il "mostro sacro" britannico John Withaker (Equine America Unick du Francport) e altre 15 superstar tutte con doppio netto. Quando Gaudiano e il 15enne Chalou sono in palla non c’è avversario che tenga. La seconda vittoria a Doha è quella di Roberto Previtali (Hachiko) nella "135" a fasi consecutive. Poi Emanuele Camilli (Odense Odeveld) ha firmato il GP del "quattro stelle" di Vejer, Spagna: così il cavaliere che ha ottenuto l’unica qualifica olimpica per l’Italia si conferma. Gli altri protagonisti sono Giulia Martinengo Marquet (Delta de L’Isle) brillante vincitrice del GP "due stelle" alle varesine Scuderie Etrea, indi il veterano Fabio Brotto (Vanità delle Roane) autore di un significativo doppio zero nel GP del "medium Tour" (h. 1,50 m) sempre a Vejer, dove anche Clio Boni (Konstop) ha riportato doppio netto nel GP dello "small Tour" (1,45 m). Insomma, il nostro salto ostacoli pare si stia risvegliando dal pesante ko subìto la scorsa estate agli Europei, e se per ora il giudizio resta sospeso un certo ottimismo ci sembra legittimo. L’ultima tappa della Fei World Cup a Goteborg (senza italiani) è stata vinta da un outsider, l’olandese Kersten (Hallilea), davanti agli svedesi Von EcKermann (King Edward) e Peder Fredriksson (Catch Me Not S). Salvo improbabili recuperi nessun azzurro è tra i 18 che in aprile disputeranno la finalissima a Riad.

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