I cinque colori di Tommaso Marini: "Volevo lasciare tutto. Ai Giochi mi divertirò"

Lo schermidore marchigiano: "Affronterò le Olimpiadi con lo stesso spirito: mi diverto, e spero che vada bene. Dopo Tokyo è stato molto difficile, ho pensato di smettere. Mi ha salvato Cerioni"

di GIULIANA LORENZO -
19 dicembre 2023
Lo schermidore marchigiano Tommaso Marini (Daosport)
Lo schermidore marchigiano Tommaso Marini (Daosport)

Ancona, 20 dicembre 2023 – Il mondo dello schermitore marchigiano Tommaso Marini è vasto e forse più grande della sua età. Lo sportivo, nato nel 2000, appartenente alla Generazione Z è nel limbo di chi ha già vinto (è campione del Mondo in carica di fioretto) e si deve riconfermare. Presente e speranza della scherma azzurra, aspetta da una vita i cerchi olimpici.

Marini, cosa si aspetta dal 2024?

"Sicuramente tante cose. In realtà saranno mesi un po’ pieni. Il periodo preolimpico è fatto di aspettative e tensioni. Bisognerà affrontarlo con carattere e tenacia. Non vedo l’ora, sarà super motivante".

Lei ci arriva da campione del Mondo...

"Sì, però non sento il peso, cerco di farne un vantaggio per pensare che ho le capacità di affrontare qualsiasi tipo di gara. Ogni competizione va gestita con la stessa mentalità. Per l’Olimpiade farò allo stesso modo, cercando di divertirmi e di godermi tutte le emozioni, poi spero che vada bene, non mi sbilancio".

Ci sono pro e contro nell’affermarsi fin da giovane?

"È esperienza. A 27-28 anni, si potrà dire di aver avuto un certo tipo di bagaglio, credo sia positivo. È giusto riuscire a prendere tutto quello che si può finché c’è tempo. Non sono una persona a cui piace attendere e non sempre questo aspetto gioca a mio favore".

Tutto e subito, infatti ha pensato di smettere…

"Era un periodo molto difficile, l’anno dopo Tokyo. Facevo parte della squadra, ma da riserva. Quando è cambiato il ct, che era il mio maestro, mi ha chiamato, non per favoritismi, credeva in me. Non vedevo l’ora di dimostrare che fosse giusto che fossi lì. Cercavo risultati che non arrivavano: torniamo alla fretta. Ho pensato di smettere e far altro. Qualsiasi altra cosa, che mi potesse dare tranquillità emotiva che la scherma non mi dava. Lo sport è bello, ma non può diventare la tua vita al 100%, altrimenti è una relazione tossica. Mi sono dato un’ultima chance, ho provato una gara che ho vinto. Ho continuato e questa fase mi è servita per cambiare mentalità per affrontare le competizioni: con voglia di vincere ma con maggior leggerezza".

Che ambiente c’è in Nazionale da dopo Tokyo?

"C’è sempre stato un bel gruppo. Cerioni ha qualcosa in più, non rispetto a chi c’era prima, lui è proprio un top di gamma. È il numero uno. Sa gestire bene il gruppo, ci motiva e ci fa sentire con le spalle coperte".

Che rapporto ha con Maria Elena Proietti Mosca, la sua storica maestra?

"Ci ho lavorato a lungo e ancora oggi, alla Scherma Jesi, facciamo lezioni. È una colonna importante del mio percorso. È stata la mia prima mamma sportiva. È una bella presenza, sia lei che Annalisa Coltorti, la mia preparatrice atletica, senza loro non sarei dove sono".

Come gestisce l’ansia?

"Quando ho pensato di smettere ho fatto tutto solo, sono andato da una psicologa ma per trovare l’equilibrio tra vita sportiva e non. L’ansia c’è, è sana, si trasforma in adrenalina. Quella di anni fa l’ho abbandonata".

Su Instagram è Planet Marini, com’è il suo pianeta?

"È un mondo molto vasto. Sono una persona con molte sfaccettature, mi piace essere versatile nella vita di tutti i giorni, avere più passioni, anche se con poco tempo. È un mondo diverso da altri, non so se sia più bello o brutto".

Quindi come si definirebbe?

"Sono un po’ fuori dagli schemi, ma non perché voglia esserlo. Sarebbe meglio essere ’ordinario’. Il mio carattere non è così: c’è un pizzico di follia che in pedana mi dà qualcosa in più".

Si parla spesso dei suoi look…

"Sono così, molto estroso. Non capisco se venga visto come un punto di forza o come una cosa fuori dagli schemi. Se un outfit particolare o un po’ di smalto lo sono, dobbiamo rivedere tanto della società. Ho modi di pensare non comuni".

Al futuro nella moda ci pensa?

"Mi dicono di fare il modello, ma ci sono ragazzi più belli. Mi piacerebbe qualcosa che mi possa far esprimere, come il cinema o qualcosa di creativo. Poi, (ride, ndr), se devo fare le foto mi piace".

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