Gimbo al salto finale: "Vi farò impazzire"

Tamberi sabato in pedana dopo la qualificazione col brivido: "Sono i miei ultimi Giochi. Un altro oro con Barshim? No, voglio vincere io"

di LEO TURRINI -
8 agosto 2024
Gimbo al salto finale: "Vi farò impazzire"

Tamberi sabato in pedana dopo la qualificazione col brivido: "Sono i miei ultimi Giochi. Un altro oro con Barshim? No, voglio vincere io"

dall’inviato

"Amico mio, per dirla schietta ho fatto schifo! Ma è andata. E sabato sarà tutta un’altra storia…".

Non avrai altro Gimbo Tamberi all’infuori di lui medesimo. La prima missione è faticosamente compiuta: tre errori imbarazzanti a 2,27, ma al campione di Tokyo, insieme al compagno Sottile, basta il 2,24 per guadagnare la finale. Per ora, tanto basta. In bilico. "Due giorni fa ero ancora a letto - sospira Gimbo-. Quando mi sono alzato e ho provato il riscaldamento, dopo 100 metri di corsetta avevo il fiatone".

Paura di non farcela?

"Beh, le ho pensate tutte. Prima di Rio i miei amici avevano già fatto il biglietto per l’aereo e mi sono spaccato. A Tokyo non poteva venire nessuno causa Covid. Qui gli amici rifanno il biglietto per Parigi e io finisco all’ospedale. Eh no, stavolta mi vedranno gareggiare dal vivo".

È un primo passo.

"Nella qualificazione sono stato un disastro. Zero salti buoni, anche a 2,20 ero condizionato dai postumi del malanno. C’era solo la voglia di resistere".

Tecnicamente cosa ti porti dietro per sabato?

"Nulla. Non mi teneva la gamba di stacco. Aggiungo che non sono tipo da qualificazioni. Contava solo passare, non importa come".

Fisicamente come ti stai gestendo?

"Bevo moltissima acqua per evitare si riproponga il problema ai reni. Prendo anti infiammatori ma non antibiotici, gli antibiotici debilitano. Io debbo fare il pieno di energia per sabato".

I francesi ti hanno incitato, erano tutti per te.

"Ah, questo stadio è pazzesco, è uno dei più belli in cui abbia gareggiato. Gente fantastica, il pubblico è un’arma in più per uno come me. Ho bisogno di calore, sempre. E qui non mi posso certo lamentare".

Anche in Italia sono in ansia per te.

"Infatti voglio ringraziare. Nell momento più bui ho avvertito l’affetto dei miei connazionali. Invito le famiglie a mettersi davanti alla televisione per la finale. Sogno di fare impazzire di gioia gli italiani".

Senti, durante le qualificazioni il tuo amico Barshim ha vissuto un momento di panico per un guaio ad un polpaccio…

"Sì, lui saltava sulla pedana accanto alla mia, ho visto tutto in diretta. Mi sono precipitato da lui subito, è ben più di carissimo rivale, lo considero uno di famiglia. Per fortuna si è ripreso, ha scavalcato i 2,27, in finale sarà uno dei protagonisti".

A proposito: e se vi ritrovaste nella stessa situazione di Tokyo, in testa in perfetta parità, ecco, che fareste?

"Ne abbiamo parlato, in questi anni. E siamo d’accordo: stavolta l’oro ce lo giochiamo. Non puoi fare una copia della Gioconda. Nel caso non ci saranno repliche".

Chi temi oltre al qatariota?

"Tutti e nessuno. Saremo in tanti da medaglia. Barshim, Con lui Kerr che si è salvato. Qualcuno imploderà ma io sono pronto per la battaglia. Anche perché…".

Anche perché?

"Al novantanove per cento sarà l’ultima finale olimpica della mia vita. Nel 2028 sarò un ex. Non sprecherò l’occasione".

Con il bronzo nel lungo Furlani ti ha tolto un po’ di pressione? L’atletica azzurra non sta più a zero.

"Quel ragazzo è un prodigio. Sì, ha gasato tutta la squadra. Mattia farà parlare per tanto tanto tempo".

Senti, sabato a che misura si vince l’oro?

"Non lo so. So che voglio vincerlo io".

Chi ti ha dato il braccialetto a forma di quadrifoglio che porti a un polso?

"Mia moglie Chiara. Ce l’ho da prima di Tokyo, là portò fortuna…".

I rivali. In coda, mi corre l’obbligo di segnalare l’identità dei rivali di Gimbo in finale. Ci sarà il compagno Sottile ma non lo statunitense Harrison, clamorosamente eliminato. Non mancherà l’amico qatarino Mutaz Essa Barshim, con il neozelandese Hamish Kerr, campione del mondo indoor, che si è salvato con un poi 2.27 al primo assalto. Ancora: lo statunitense Shelby McEwen, il sudcoreano Sanghyeok Woo, il giapponese Ryoichi Akamatsu. Sono entrati in finale anche il giamaicano Romain Beckford, il sudafricano Brian Raats, il ceco Jan Stefela, l’ucraino Oleh Doroshchuk e il bulgaro Tihomir Ivanov.

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