Rugby World Cup 2023, le avversarie dell’Italia. L’analisi dei quattro gironi

Venerdì in Francia al via la manifestazione iridata. Ecco tutte le squadre partecipanti e quali sono le nazionali favorite

di DIEGO FORTI -
7 settembre 2023
Nuova Zelanda grande protagonista della rassegna iridata

Nuova Zelanda grande protagonista della rassegna iridata

Parigi, 7 settembre 2023 – È tutto pronto per la Rugby World Cup 2023. Ecco l’analisi dei gironi della competizione iridata al via venerdì 8 settembre in Francia.

Girone A

Dei quattro gironi di qualificazione quello dell’Italia, l’ A, è decisamente il più severo, data la presenza di due delle grandi favorite al successo finale, ovvero: Nuova Zelanda e Francia. Basti pensare che gli All Blacks hanno vinto tre delle finali Mondiali sulle quattro disputate e sono sempre arrivati almeno in semifinale. A loro volta i francesi pur non avendo mai alzato la Coppa hanno raggiunto per ben tre volte la finale. Quindi il loro desiderio di rivincita risulta incontenibile. Da aggiungere che per una volta la Nuova Zelanda, protagonista di un disastroso scivolone contro il Sud Africa nelle partite di preparazione al Mondiale, non è data come principale favorita e quando anche i bookmaker hanno dei dubbi la cosa va tenuta in conto. Per l’Italia le altre due avversarie del girone, Namibia e Uruguay, sono assolutamente alla portata. Non solo di vittoria, ma anche di bonus. Quando in sequenza dovremo poi affrontare le corazzate All Blacks e Francia cercheremo, senza farci troppe illusioni, di smentire i pronostici. Con i Galletti abbiamo vinto solo poche volta, con i Tutti Neri mai.

Girone B

Veniamo al Girone B. Qui ci sono due favorite e mezzo. Infatti è il girone di Sud Africa, campione del mondo in carica, Irlanda squadra al primo posto nell’attuale ranking mondiale, ma anche una Scozia mai così forte. Per le altre due formazioni della pool, Tonga e Romania, nessuna possibile ambizione, se non quella di sopraffarsi a vicenda. Al Sud Africa tutti attribuiscono uno strapotere sotto il profilo della forza fisica e della durezza negli scontri sui punti d’incontro. Come se non bastasse bisogna aggiungere anche una linea di trequarti micidiale, specie nelle battaglie aeree: dalla difesa all’attacco in un attimo. L’unico punto debole degli Springboks è il numero di ricambi a disposizione con molti infortunati difficilmente recuperabili. Agli irlandesi si riconosce, e tutti lo riconoscono, di praticare il gioco più bello ed efficace del momento. Sono una squadra compatta, fantasiosa che sembra sempre sapere cosa fare. Unico problema, la fragilità di alcuni suoi giocatori chiave, ad esempio la fenomenale apertura Sexton. Anche la poca familiarità con la vittoria in una competizione ad alto stress come la RWC alla fine potrebbe risultate un limite difficile da superare. E arriviamo alla Scozia. In questo ultimo anno, complice l’arrivo di naturalizzati ed equiparati di assoluto valore, ha mostrato di poter affrontare a viso aperto qualsiasi avversario. Magari i ricambi non sono eccelsi, tuttavia il riconosciuto carattere indomito degli scozzesi potrebbe compensare anche la carenza di organico.

Girone C

Nel girone C le due favorite, Australia e Galles, sembravano poter dormire sonni tranquilli. E invece sono spuntate a sorpresa le Fiji che nella fase preparatoria alla RWC hanno addirittura battuto l’Inghilterra. La fisicità davvero spaventosa, unita al tradizionale gioco alla mano degli isolani appaiono in grado di mettere in difficoltà ogni avversario. Per fortuna (di Galles e Australia) la continuità non è mai stata un punto di forza di questi funambolici giocatori. Ovviamente sia i Wallabies che i gallesi si augurano una caduta di concentrazione dei figiani, così da potersi concentrare sul loro scontro diretto. L’Australia ha recuperato un suo vecchio e istrionico allenatore, Eddie Jones, appena cacciato dall’Inghilterra. Evidentemente i dirigenti australiani contano non solo sui loro giocatori, ma anche sulla sete di vendetta e capacità di inventare strategie vincenti del loro rinnovato allenatore. La risorse tecniche e fisiche ai “canguri” non mancano, ma a molti di loro potrebbe far difetto l’esperienza. Per il Galles, invece, il punto di forza appare proprio la solida esperienza. Il rischio più grosso? L’esaurirsi della vitalità fisica di alcuni dei suoi veterani. Tuttavia nel corso della loro storia i Dragoni hanno sempre dimostrato di poter sopperire alle difficoltà con una tenacia fuori dal comune. Per Georgia e Portogallo solo la possibilità di mettersi in luce, specie la Georgia, ma difficilmente qualcosa di più.

Girone D

Il girone D risulta quello più indecifrabile ed equilibrato. L’Inghilterra, testa di serie n.1, sta attraversando un momento di confusione tecnica e gestionale davvero preoccupante. Vuoi il caos economico in cui versano i club più prestigiosi (Wasps e Worcester sono falliti e altri rischiano la bancarotta), vuoi il repentino cambio di allenatore, da Eddie Jones a Steve Borthwick, hanno tolto lucidità alla formazione inglese. Tuttavia i Bianchi della Rosa hanno un tale arsenale di giocatori da poter superare le tempeste attuali per arrivare molto avanti nel corso del Torneo. L’altra riconosciuta big del girone è l’Argentina. Solidità e agonismo fanno dei Pumas degli avversari ostici per chiunque. Gli argentini nei momenti decisivi mostrano carattere… e fame. Un requisito quest’ultimo che spesso nello sport ha spinto il cuore oltre l’ostacolo. I samoani, come ormai tradizione, recitano il ruolo di terzo incomodo. Forti, abili e imprevedibili, in passato sono risultati una mina vagante in grado di affondare avversari sulla carta giudicati superiori. Arrivano a questo Mondiale tecnicamente meno convincenti del solito e abbastanza fragili sotto il profilo della tenuta, tuttavia argentini e inglesi faranno bene a non sottovalutarli. A loro volta i giapponesi, rivelazione delle ultime due RWC, potrebbero fare del male non solo ai samoani, ma anche alle due favorite. In ogni caso la squadra nipponica è apparsa meno brillante del solito, specie nell’incontro perso a Treviso con l’Italia (42-21) durante l’ultimo test di preparazione ai Mondiali. Per il Cile, cenerentola del girone e della RWC, la gioia di essere presente tra i grandi del rugby.

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