Mondiali rugby 2023, Italia-Nuova Zelanda: la formazione degli azzurri

Il ct Crowley sfida il suo passato: Allan e compagni vanno a caccia di un’impresa storica contro gli All Blacks

di DIEGO FORTI -
27 settembre 2023
Federico Ruzza in azione contro l'Uruguay (Foto Diego Forti)

Federico Ruzza in azione contro l'Uruguay (Foto Diego Forti)

Lione, 27 settembre 2023 – Il commissario tecnico della nazionale italiana ha fatto le sue scelte. Per affrontare la squadra di rugby più famosa del mondo, gli All Blacks (venerdì alle 21), non ha puntato sul colpo a sorpresa, ma su quella che ritiene l’unica strategia possibile: la forza del gruppo.

Per lui 62enne neozelandese non è una partita qualsiasi, anche se l’aplomb non tradisce emozioni. Affrontare la squadra con la quale hai giocato 19 test match e disputato 2 Coppe del Mondo, di cui una vinta (nel 1987), non è una banalità. Non lo è nemmeno per un giramondo pronto per tutte le stagioni come Kieran James Crowley che dopo essere stato il miglior marcatore di Taranki, provincia del Nord della Nuova Zelanda, e aver allenato la Nazionale Under 19 del suo Paese ha continuato la carriera all’estero.

Inizialmente come coach con la nazionale canadese dal 2008 al 2016 (due RWC all’attivo: 2011 e 2015) per poi dare la sua “disponibilità” all’Italia. Lo ha fatto prima accasandosi alla Benetton, franchigia impegnata in quello che è oggi conosciuto come lo United Rugby Championship, poi dirigendo con la nazionale. Un ingaggio quest’ultimo arrivato, a dire il vero a sorpresa, nel 2021 quando Kieran, chiusa l’esperienza (2016-2021) nella Marca Trevigiana stava già per rientrare in Nuova Zelanda.

A dire il vero anche l’esonero dell’allenatore azzurro è arrivato a sorpresa: giusto pochi mesi prima della RWC 2023. E questo del licenziamento, non proprio atteso, deve essere considerato come un ulteriore stimolo per il nostro allenatore. Lasciare con un trionfo sugli All Blacks, mai battuti prima dagli azzurri, sarebbe davvero un’impresa storica da iscrivere per sempre negli annali. Con questa speranza, nel cuore più che nella testa, Kirwan ha schierato il suo 15 titolare più i 7 cambi in panchina che, vista la prevedibile durezza dello scontro, entreranno quasi sicuramente in campo tutti.

Una formazione di fedelissimi con in panca due neozelandesi presumibilmente votati a dar sostanza al tanto sospirato (dal coach) spirito di corpo. Di certo è curioso vedere tra i 23, sia pur inizialmente tra le riserve, il tallonatole Faiva reduce da un incidente al piede che lo ha tenuto fuori nella partita con l’Uruguay, e Halafihi, sin qui oggetto misterioso dei Mondiali. Per il resto un ritorno quasi integrale alla formazione vista con la Namibia con il solo Riccioni pilone titolare al posto di Ferrari sistemato in panchina. Da segnalare, poi, Morisi nuovamente primo centro e Varney mediano di mischia in far copia con Garbisi, mentre Allan torna estremo.

La formazione dell’Italia

15 Tommaso Allan; 14 Ange Capuozzo; 13 Juan Ignacio Brex; 12 Luca Morisi; 11 Montanna Ioane; 10 Paolo Garbisi; Stephen Varney; 8 Lorenzo Cannone; 7 Michele Lamaro (capitano); 6 Sebastian Negri; 5 Federico Ruzza; 4 Dino Lamb; 3 Marco Riccioni; 2 Giacomo Nicotera; 1 Danilo Fischetti.

In panchina:16 Epalahame Faiva; 17 Ivan Nemer; 18 Simone Ferrari; 19 Nicolò Cannone; 20 Manuel Zuliani; 21 Toa Halafihi; 22 Martin Page-Relo; 23 Paolo Odogwu.

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