Mondiali rugby 2023: tutto su Italia-Nuova Zelanda. Dalla fatal Marsiglia all’occasione di Lione

Via alla settimana di fuoco per gli Azzurri. Dopo gli All Blacks ci aspetta la Francia, due match che daranno la misura del nostro valore

di DIEGO FORTI -
28 settembre 2023
Foto di Diego Forti

Foto di Diego Forti

Lione, 28 settembre 2023 - Ci siamo, la settimana di fuoco per gli Azzurri alla Coppa del Mondo 2023 sta per iniziare. Prima gli All Blacks poi la Francia, sempre sul campo di Lione, ci daranno la misura del nostro valore. Si tratta di due ostacoli da considerare insormontabili se non fosse che nello sport niente può essere dato per scontato. La prima carta ce la giochiamo con la Nuova Zelanda, un vero Moloch del rugby che ai Mondiali vanta un albo d’ oro straordinario: su 9 edizioni 5 volte in finale, vincendo 3 volte la coppa.

Anche la striscia degli scontri tra Azzurri e All Blacks nelle varie qualificazioni (ci siamo affrontati sul campo 5 volte) è terrificante: 348 punti subiti appena 51 segnati.

Solo in una occasione abbiamo perso con uno scarto inferiore ai 60 punti: per la precisione nella RWC 1991 al Welford Road di Leicester (21 a 31), al termine di una partita in cui tutti, compresi i nostri avversari, ci hanno applaudito. Per il resto sconfitte sonore, talvolta umilianti come il 101 a 3 di Twickenham nel Mondiale del 1999. Da dire che questa di Lione non è la prima delle sfide con gli All Blacks sul suolo francese in occasione di una RWC. Nel 2007 a Marsiglia esordimmo infatti proprio contro la Nuova Zelanda che ci travolse 76 a 14 dopo averci letteralmente stordito con due mete di Richie McCaw nel giro di 7 minuti.

Di acqua sotto i punti da allora né è comunque passata. Nel corso di un Mondiale dopo quella “fatal” Marsiglia 2007 non ci siamo più ritrovati a combattere sul campo con i Tutti Neri, anche se avremmo dovuto confrontarci con loro nella RWC 2019. In quella occasione la partita venne annullata per il timore degli effetti del tifone Hagibis. Risultato a tavolino: 0 a 0, due punti a testa in classifica. Per noi la solita eliminazione, per loro la testa del girone. Se avessimo giocato e vinto saremo andati ai Quarti. Nessuno quattro anni fa pensò tuttavia che ci era stata tolta una opportunità. Questa sera a Lione una occasione, almeno sulla carta, l’avremo. Secondo Mario Goosen vice di Crowley, non siamo sconfitti in partenza, perché possiamo approfittare della pressione che grava sui nostri avversari dopo la sconfitta con la Francia nella partita di apertura del Mondiale.

Il possibilismo del sudafricano Goosen allarga il cuore, ma il buon senso dice di stare con i piedi per terra. In effetti ci presentiamo in campo con una gruppo molto reattivo, che sbaglia di meno e che può far male con azioni di rimessa sempre veloci e spesso imprevedibili. Insomma non siamo più una squadra materasso. Tant’è che i maestri neozelandesi hanno deciso di schierare contro gli Azzurri la formazione migliore di cui dispongono in questo momento. Per rendersene conto basta dare una occhiata alla lista: i fenomenali fratelli Barrett tutti e tre in campo (uno in seconda linea, uno tra i centri e uno estremo), supportati da una cerniera di mediana da oscar: Aaron Smith (n. 9) e Mo’unga (n.10). Senza dimenticare gli impact player Brodie Retallick (n.4) e Ardie Savea (n.8) pronti a contendere ogni pallone.

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