Quelli che... rientrano a casa. Da Bianco a Distefano

Tanti i giovani che Palladino ha intenzione di valutare in ottica prima squadra. Anche Pierozzi potrebbe guadagnarsi la possibilità di rimanere in viola.

12 giugno 2024
Quelli che... rientrano a casa. Da Bianco a Distefano

Quelli che... rientrano a casa. Da Bianco a Distefano

Più di una formazione. A ben vedere un piccolo plotoncino. Anche se con ogni probabilità in diversi non saranno nemmeno convocati da Raffaele Palladino. Sono i giovani calciatori che rientreanno alla base dai rispettivi prestiti. Oggettivamente, dei diciannove totali, al massimo quattro possono provare a giocarsi la permanenza in prima squadra. Pochissime chance per gli altri, se non nulle.

Partita aperta per Alessandro Bianco, classe 2002. Il prestito alla Reggiana gli ha fatto bene: 37 partite stagionali, 2 gol 2 assist. Più che altro Nesta gli ha regalato continuità ed era quello di cui aveva bisogno. Sarà sicuramente valutato in ritiro ed ha buone chance di rimanere per completare il reparto. Così come le proprie carte se le può giocare Lorenzo Lucchesi, una delle note più liete della Ternana che non è riuscita a salvarsi. Difensore mancino, classe 2003, specializzato nel fare il braccetto a sinistra in una linea a tre. Il suo percorso ricorda molto quello di Luca Ranieri. Dovrà lavorare per adattarsi eventualmente ad una linea a quattro, ma ha fisico e qualità per essere un’alternativa in un reparto che dovrà essere fluido e automatico nel passare da un sistema di gioco all’altro. Può essere una risorsa.

Gli altri che qualche chance ce l’hanno sono Niccolò Pierozzi e Filippo Distefano. Il primo ha fatto esperienza in una Salernitana disastrata. Ma ha giocato pur sempre in Serie A con una discreta continuità nella seconda parte di stagione. Sulla destra c’è abbondanza a meno che il mercato non si faccia pressante per Kayode. E poi Distefano, reduce da 7 gol in Serie B sempre con la Ternana. Su di lui un pensiero Palladino ce lo può fare. Esterno, seconda punta. Fu Italiano a consigliargli un anno in prestito in cadetteria per provare poi a prendersi la Fiorentina. Adesso l’allenatore è cambiato, ma il sogno è sempre lo stesso.

Alessandro Latini

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