Alaphilippe, al Giro un’impresa mondiale: "Ne avevo bisogno, ma che bravo Maestri"

L’ex campione iridato vince a Fano dopo i muri e 125 km all’attacco: alla fine fa i complimenti al reggiano, compagno di fuga

di ANGELO COSTA -
17 maggio 2024
Alaphilippe, al Giro un’impresa mondiale: "Ne avevo bisogno, ma che bravo Maestri"

Alaphilippe, al Giro un’impresa mondiale: "Ne avevo bisogno, ma che bravo Maestri"

A nobilitare la tappa dei muri marchigiani, disegnata come una grande classica e altrettanto bella, è un aristocratico della bici: Julian Alaphilippe, uno dei pezzi pregiati della corsa. Al terzo tentativo, l’ex iridato firma il suo primo centro al Giro, che affronta da debuttante: i veri campioni non partecipano tanto per farlo. Né si limitano a vittorie qualsiasi: la sua arriva dopo 125 chilometri di fuga, quasi tutti insieme a un gigantesco Mirco Maestri, altro specialista di assalti da lontano.

Forte e signorile, Loulou: lasciato il compagno d’avventura sulla salitaccia di monte Giove a 11 chilometri e mezzo dall’arrivo, aspetta il compagno d’avventura dopo il traguardo e lo ringrazia. "Ricevere i complimenti da un fuoriclasse di questo calibro mi ha fatto venire la pelle d’oca", l’emozione del reggiano.

È il giorno di Alaphilippe, è un grande giorno anche per il Giro, come tutti quelli firmati da un protagonista atteso. Ci si aspettava lo spettacolare Loulou, anche per via del feeling con l’Italia: qui ha vinto classiche di vario taglio (la Sanremo, la Strade Bianche), qui soprattutto ha conquistato il primo dei suoi due mondiali, quello organizzato a Imola a tempo di record in era covid. Che a Fano torni vincente dopo quasi un anno di digiuno è un merito per lui e un vantaggio per la corsa, che ne guadagna in prestigio. "Ha fatto qualcosa di speciale, è stato monumentale", l’omaggio di Pogacar al francese.

"Non avevo pianificato un attacco così, pensavo più a un arrivo in gruppetto. Con Maestri c’è stata una collaborazione eccellente, anche lui avrebbe meritato di vincere. E’ un successo splendido dopo un periodo difficile, in cui mia moglie e mio figlio mi hanno sostenuto", racconta Alaphilippe dopo esser entrato nel club di chi ha centrato tappe in tutti i grandi giri. È lui la vera storia di una tappa che non ne ha, a parte una media folle (quasi 47 orari, a dispetto dei ‘muri’): a quella velocità tanti proteggono la loro classifica e Pogacar controlla tutti, aspettando tempi migliori.

Ordine d’arrivo 12ª tappa Martinsicuro-Fano: 1) Julian Alaphilippe (Fra, Soudal) km 193 in 4h 07’44’’ (media 46,744), 2) Narvaez (Ecu) a 31’’, 3) Hermans (Bel) a 32’’, Valgren (Dan) a 43’’, 5) Scaroni st, 6) Trentin a 1’30’’, 9) Maestri st, 13) Pogacar (Slo) a 5’25’’, 20) Tiberi st.

Classifica: 1) Tadej Pogacar (Slo, Uae), in 45h 22’35’’, 2) Martinez (Col) a 2’40’’, 3) Thomas (Gbr) a 2’56’’, 4) O’ Connor (Nzl) a 3’39’’ , 5) Tiberi a 4’27’’.

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