Vuelta 2024, tappa 20: bis di Dunbar. Ordine d'arrivo e classifica generale

L'irlandese si regala un altro acuto in salita, l'ultima della corsa spagnola. Tra i big crolla solo Rodriguez, mentre le prime tre piazze, con Roglic in testa, restano intatte

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
7 settembre 2024
Eddie Dunbar (Ansa)

Eddie Dunbar (Ansa)

Picon Blanco (Spagna), 7 settembre 2024 - La tappa 20 della Vuelta 2024 porta la carovana da Villarcayo a Picon Blanco dopo 172 km. Con ben 7 GPM da scalare, la frazione viene da molti indicata come quella regina della corsa spagnola, ma il doppio colpo di ieri di Primoz Roglic, a meno di colpi di scena, ha di fatto chiuso i giochi per la maglia rossa. In realtà, un intoppo bello grosso per lo sloveno c'è, perché la sua Red Bull-Bora-Hansgrohe è alle prese con un virus: Daniel Felipe Martinez è costretto al ritiro, mentre Aleksandr Vlasov e Nico Denz naufragano. Sarà per questo motivo o semplicemente per la voglia di non rischiare, ma fatto sta che il punto esclamativo del leader non arriva: a domare l'ultima salita della Vuelta 2024 è Eddie Dunbar, che si regala la sua personale doppietta mentre gli altri big della graduatoria si sfidano a colpi di scatti sterili. Alla fine cede solo Carlos Rodriguez, che sprofonda, mentre Ben O'Connor difende la sua piazza d'onore dagli assalti (timidi) di Enric Mas, terzo. La tappa 21, nonché ultima, la Distrito Telefonica.Madrid-Madrid, sarà una cronometro di 24,6 km: un percorso piatto e per specialisti puri che per qualcuno sarà l'occasione di godersi la passerella finale al termine di una corsa lunga e dura e per qualcun altro l'ultima chance per provare a difendere o migliorare la propria posizione in classifica generale.

La cronaca

  Dopo diversi tentativi non andati a buon fine si forma la fuga buona, che annovera Jay Vine, Marc Soler (UAE Team Emirates), Clément Berthet (Decathlon AG2R La Mondiale Team), Marco Frigo (Israel-Premier Tech), Harold Tejada (Astana Qazaqstan Team), Sylvain Moniquet (Lotto Dstny), Jack Haig (Bahrain Victorious), Thomas Champions (Cofidis), Carlos Canal Blanco (Movistar Team) e Pablo Castrillo (Equipo Kern Pharma), con Kasper Asgreen (T-Rex-Quick-Step) e Pavel Bittner (Team DSM-Firmenich PostNL) a metà strada, con il secondo che poi molla e il primo che invece insiste nella sua azione prima di essere riassorbito dal gruppo. Intanto sulla salita di Las Estacas de Trueba (9,2 km con una pendenza media del 3,1%) passa per primo Vine, che poi si ripete sul Puerto de La Braguia (5,8 km con una pendenza media del 5,9%), mentre sull'Alto del Caracol (10,8 km con una pendenza media del 5,4%) si avvantaggiano Berthet e Soler: il solito Vine rinviene sui due e si prende la vetta di quest'altro GPM. Si torna a salire sul Portillo de Lunada (14 km con una pendenza media del 6,1% e massima del 10%): stavolta Soler prova ad anticipare i rivali, e in particolare Vine, scattando in solitaria. Agli inseguitori si agganciano Frigo e Castrillo, con quest'ultimo che prova a mettersi in prima persona sulle tracce di Soler, che passa per primo in cima. La sfida per la maglia a pois tutta interna all'UAE Team Emirates riprende sul Portillo de la Sia (7,2 km con una pendenza media del 6,1%), dove a passare per primo è ancora Soler, che in discesa viene raggiunto da Vine, Berthet, Frigo e Castrillo. Si torna a salire sul Puerto de Los Tornos (11,3 km con una pendenza media del 6% e massima del 10%), con i soli Berthet e Vine davanti: in gruppo il forcing di Mattia Cattaneo (T-Rex-Quick-Step) fa male a Carlos Rodriguez (Ineos Grenadiers) e Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), con quest'ultimo che riesce a rientrare, mentre il primo naufraga. Pavel Sivakov (UAE Team Emirates) scatta e si va a prendere la cima del GPM, oltre a 6'' di abbuono: seguono Enric Mas (Movistar Team) e Roger Adrià (Red Bull-Bora-Hansgrohe), che mettono in carniere rispettivamente 4'' e 2'' di abbuono. A sorpresa in pianura scatta Mikel Landa (T-Rex-Quick-Step), ma il gruppo maglia rossa resta compatto sotto il controllo di Primoz Roglic (Red Bull-Bora-Hansgrohe), che ha perso per strada per un malessere Daniel Felipe Martinez (Red Bull-Bora-Hansgrohe), oltre a registrare le crisi nere di Aleksandr Vlasov e Nico Denz (Red Bull-Bora-Hansgrohe) per lo stesso motivo. Intanto Sivakov si prende anche il traguardo volante di Espinosa de los Monteros prima che faccia capolino l'ascesa finale della tappa e dell'intera Vuelta 2024, quella verso Picon Blanco (7,9 km con una pendenza media del 9,1% e massima del 18%): curiosamente Vine, ormai matematicamente maglia a pois, si stacca subito. Sulle pendenze più dure lo stesso destino tocca a Ben O'Connor (Decathlon AG2R La Mondiale Team), bravo poi a rientrare, mentre Eddie Dunbar (Team Jayco AlUla) prova ad attaccare. L'irlandese raggiunge Sivakov, che poi si pianta: accelera Urko Berrade (Equipo Kern Pharma), a sua volta raggiunto da David Gaudu (Groupama-FDJ). I big si controllano e infatti molti rientrano su questo drappello, che insegue ancora Dunbar, che complice il vento contrario va un po' in difficoltà prima di poter festeggiare la sua doppietta: tra gli altri nomi grossi i distacchi sono minimi ad accezione del naufragio di Rodriguez.

Ordine d'arrivo tappa 20 Vuelta 2024

1) Eddie Dunbar (JAY) in 4h38'37'' 2) Enric Mas (MOV) +7'' 3) Primoz Roglic (RBH) +10'' 4) Richard Carapaz (EFE) +12'' 5) Urko Berrade (EKP) +14'' 6) Ben O'Connor (DAT) +14'' 7) David Gaudu (GFC) +21'' 8) Mikel Landa (SOQ) +23'' 9) Florian Lipowitz (RBH) +37'' 10) Mattias Skjelmose (LTK) +37''

Classifica generale Vuelta 2024

  1) Primoz Roglic (RBH) in 81h22'19'' 2) Ben O'Connor (DAT) +2'02'' 3) Enric Mas (MOV) +2'11'' 4) Richard Carapaz (EFE) +3'00'' 5) David Gaudu (GFC) +4'48'' 6) Mattias Skjelmose (LTK) +5'18'' 7) Florian Lipowitz (RBH) +6'26'' 8) Mikel Landa (SOQ) +6'57'' 9) Pavel Sivakov (UAD) +8'50'' 10) Carlos Rodriguez (IGD) +10'31''  

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