F1, Gp Qatar: per Verstappen il titolo è questione di numeri. La Sprint Race vale un Mondiale

Per la prima volta nella storia la gara del sabato potrebbe incoronare il campione. Ferrari: affare di famiglia in sospeso tra i due piloti, ancora manca una gerarchia tra Leclerc e Sainz

di LEO TURRINI -
5 ottobre 2023
Max Verstappen

Max Verstappen

Roma, 5 ottobre 2023 – Max Verstappen come Leo Messi. Più o meno. Nel senso che pochi mesi fa il calciatore argentino ha celebrato in Qatar l’emozione più grande della carriera, conquistando finalmente il Mondiale. Mentre per l’olandese volante lo stesso palcoscenico, tra le dune del deserto, varrà come consacrazione ennesima, la terza sul trono iridato.

È solo questione di numeri. L’asso della Red Bull potrebbe laurearsi già campione sabato sul traguardo della Sprint Race. Sarebbe una novità assoluta nelle cronache della Formula Uno, sempre un driver ha festeggiato il titolo a conclusione di un Gran Premio vero e proprio. Verstappen però è un originale, sin da inizio carriera: debuttò sulla ex Minardi, allora denominata Toro Rosso, quando ancora non aveva l’età per la patente! Insomma, se c’è uno abituato alle “prime volte” è Super Max.

Il derby. Detto che al top tutto è definito, con largo anticipo sulle scadenze di calendario, beh, la trasferta qatariota può alimentare una salutare disputa dipinta di …Rosso. Come sanno i miei quattro lettori, la Ferrari è fuori dai giochi iridati. Anzi, mai ne ha fatto parte. Il bilancio complessivo del Cavallino, fin qui, parla di una vittoria (quella ottenuta da Carlitos Sainz nella notte di Singapore) e poco altro. C’è però un affare in famiglia in sospeso. Spiegazione: è in ballo la leadership, presente e futura, dei due Carli.

Rivali. Prevengo l’obiezione degli scettici, che banalmente mi faranno notare che conta zero chi arriva davanti fra Sainz e Leclerc in un mondiale stradominato da Verstappen e Red Bull. E invece le cose non stanno così. Primo: per ogni pilota il compagno di squadra è l’avversario numero uno. Secondo: in Ferrari fin qui (e siamo già al terzo anno di coabitazione) ancora non si è determinata una gerarchia indiscutibile. Nel 2021 fece più punti Carlitos, nel 2022 fece più punti Carletto. Adesso sta davanti lo spagnolo, se non ricordo male per quindici lunghezze. Terzo: poiché non si campa senza speranza, bisogna augurarsi che nel 2024 la Ferrari sia competitiva. Ergo, per i due Carli è molto, molto importante godere di un vantaggio psicologico “intra moenia”, cioè tra le mura domestiche, come dicono quelli che ahiloro non conoscono il latino. Quarto: entrambi ci tengono tantissimo. Leclerc e Sainz collaborano, non sono divisi da un sentimento di incompatibilità, ma chi tra i due sta dietro rosica sempre e comunque, anche se ovviamente entrambi mica possono dirlo pubblicamente. Dunque, già dal Qatar attenti a quei due. Non sono Roger Moore e Tony Curtis (chiedo scusa per le citazioni very Old, è colpa dell’età), ma insomma…

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