Hamilton, il discorso del re rosso. "Non sogno l’ottavo mondiale, voglio il primo con la Ferrari»

"Guardate che io non ho l’ossessione dell’ottavo titolo. Io voglio vincere il mio primo mondiale con la Ferrari....

di LEO TURRINI
20 febbraio 2025
A sinistra Lewis Hamilton saluta i tifosi dall’abitacolo, a destra corre verso i supporters arrivati ieri a Fiorano. Nella foto sotto l’arrivo in elicottero di John Elkann (foto Fiocchi)

A sinistra Lewis Hamilton saluta i tifosi dall’abitacolo, a destra corre verso i supporters arrivati ieri a Fiorano. Nella foto sotto l’arrivo in elicottero di John Elkann (foto Fiocchi)

"Guardate che io non ho l’ossessione dell’ottavo titolo. Io voglio vincere il mio primo mondiale con la Ferrari. Mi sono spiegato?" Perfetto. A suo modo, Lewis Hamilton è un genio della comunicazione. Ieri, completato il lavoro con la SF25 sotto gli occhi del presidente John Elkann, il Baronetto ha concesso la sua prima vera intervista da ferrarista. Qui lo dico e lo confermo: non ha sbagliato una parola!

Lewis, dacci un titolo per questa giornata in pista a Fiorano. "In italiano?". Sì. "Emozionante. E molto buona".

Hai avvertito il calore della folla? "Certo. Sapete, avevo sempre sentito parlare della passione Rossa. Me la raccontavano. Ma ammetto che viverla da protagonista e non come avversario, beh, fa un effetto incredibile".

Come ti sei trovato nell’abitacolo? "Ho tante cose da imparare. Mi riferisco proprio ai dettagli tecnici. Al volante, ai pulsanti, al software, eccetera. È tutto diverso, rispetto alla Mercedes. È un’altra filosofia".

Per te il cambiamento è una sfida? "Oh, sì, la sfida più grande della mia carriera. L’ho cercata, l’ho voluta. E sono molto contento di affrontarla".

Il tuo impatto sull’universo Ferrari è stato clamoroso. "È tutto straordinariamente eccitante. È una avventura nuova, mi piace viverla".

Senti, Alonso e Raikkonen con la Rossa vinsero alla prima gara, Vettel alla seconda. Tu quanto ci metterai? "State parlando di grandi campioni. Io ovviamente non posso rispondere, ma il mio impegno sarà assoluto".

Credi ci siano le condizioni per vincere il campionato? "Sì. La Ferrari ha una grande leadership, da John Elkann a Piero Ferrari, da Benedetto Vigna a Fred Vasseur. L’azienda ha nel DNA la competizione e l’ansia del successo. Le strutture sono eccezionali. L’obiettivo dunque è uno solo, il che non significa ovviamente che abbiamo il titolo in tasca".

Come vanno le cose con Leclerc? "Una volta in Bahrain, credo fosse il 2019, lui era agli esordi con la Rossa, fece una gara bellissima, ma sfortunata. Andai a cercarlo alla fine del Gran Premio e gli dissi: ragazzo, tu hai un grande futuro. Non ho cambiato idea. Abbiamo un buon rapporto, parliamo tanto tra noi, collaboriamo. Charles è un pilota velocissimo e appunto lo ha già dimostrato".

Senti, è vero che stai perfezionando l’italiano per calarti meglio nella nuova realtà? "Assolutamente sì. Un po’ conosco la vostra cultura, parlare meglio la vostra lingua mi aiuterà nel dialogo con i meccanici, con i tecnici, con gli stessi tifosi".

E come va con la nostra cucina? "Ah, un meccanico una volta mi fece conoscere le lasagne, sono strepitose. Poi non sono originale ma adoro la pizza. Solo che…"

Solo che? "Debbo stare attento a non esagerare, perché se ingrasso troppo poi non entro più nell’abitacolo…"

Ci entri, Lewis, ci entri.

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