Cuore Sofia: "Mi rialzerò anche stavolta". Goggia, il tifo di un Paese per la fuoriclasse

Fratture alla tibia e al malleolo in allenamento, stagione finita. Una carriera di successi e gravi infortuni: per 17 volte si è dovuta fermare

di PAOLO GRILLI -
6 febbraio 2024
Cuore Sofia: "Mi rialzerò anche stavolta". Goggia, il tifo di un Paese per la fuoriclasse
Cuore Sofia: "Mi rialzerò anche stavolta". Goggia, il tifo di un Paese per la fuoriclasse

Il motivo di sperare ancora e senza riserve, dopo il Blue Monday posticipato e gelido del nostro sci, ce lo fornisce la stessa protagonista della storia, che è un solo l’ennesimo remake di un film drammatico già visto. Frattura alla tibia e al malleolo, la diagnosi che spaventa tutti tranne lei, dopo la tremenda inforcata in allenamento: Sofia Goggia è una campionessa con la bacheca straripante di trofei, certo, ma soprattutto con un cuore sconfinato. Tale da cacciare sempre gli infortuni, per quanto gravi, in un angolo della sua grande storia di atleta. Laddove altri colleghi si sarebbero arenati, tra corsie d’ospedale, tutori, faticose tabelle di recupero, lei ha sempre trovato nuova energia per volare e puntare ancora più in alto.

Ecco perché la tremenda botta di ieri non diventa la giustificazione per mollare tutto. Ma fissa solo un altra sosta ai box della fuoriclasse bergamasca. Una che danza quotidianamente sul filo dell’impossibile, spostando i confini sul piano tecnico e agonistico.

"Mi rialzerò anche stavolta", ha detto Sofia appena prima di entrare in sala operatoria, prima che le fosse fissata sull’osso una placca con sette viti.

La lista dei traumi subiti in pista dalla regina della discesa libera negli ultimi quindici anni fa rabbrividire: per quattro volte è saltato un legamento crociato del ginocchio, sei le fratture: stando solo ai danni più pesanti, perché gli infortuni sono stati diciassette. E davvero non si riesce a credere che la stessa sciatrice sia nel frattempo riuscita a collezionare un oro e un argento olimpici, due medaglie ai Mondiali, 24 vittorie in Coppa del Mondo con tanto di quattro ’Coppette’ di discesa.

Capacità al limite del paranormale per una stella dello sport che, rispettando la più classica iconografia dei miti, come l’Araba Fenice sa rinascere non facendo mai mancare le risalite dopo le discese ardite. Con la sofferenza che diventa compagna di viaggio non certo gradita, ma inevitabile: e sempre battibile.

La cronaca della mattinata di ieri ricalca quella di tante altre per Sofia. La caduta, stavolta in allenamento di gigante a Ponte di Legno, sulla pista Casola Nera, prendendo in pieno una porta verso destra. Quel dolore lancinante. Il volo in eliscoccorso a Milano, alla Clinica La Madonnina, per una rapida diagnosi che in fondo si conosceva quasi già, e l’operazione del fidatissimo ortopedico Andrea Panzeri, presidente della commissione medica Fisi. Che poi riferisce di una Sofia che "non ha mollato un secondo, arrabbiata ma tranquilla".

Le lacrime, dovute e sacrosante, e il pensiero che subito organizza un’estate di duro lavoro per pensare alla prossima stagione. Quella attuale è andata, e sarà difficilissimo mantenere per Sofia la vetta della Coppa di discesa: mancano quattro gare, compresa la finale a Saalbach il 24 marzo, ognuna delle quali assegnano 100 punti alla vincitrice, 80 alla seconda e così via a scalare. La Goggia è attualmente leader della classifica di Coppa del mondo in libera, con 350 punti, soltanto 89 in più della sua prima inseguitrice, l’austriaca Stephanie Venier che ne ha 261. Alle loro spalle la svizzera Lara Gut-Behrami a quota 209.

Calcoli inevitabili, ma pure inutili. Sofia, in cuor suo, sa che le sono riservati certi prodigi in fatto di recuperi. Ora come non mai, si terrà nel cuore il ricordo di quell’argento olimpico strappato a un destino beffardo 23 giorni dopo la caduta a Garmisch. Di quella vittoria nella libera con la mano rotta e operata poche ore prima. Le servirà il tifo di una nazione che ha bisogno anche delle sue imprese per sentirsi orgogliosa. Ma poi, il fuoco che ha dentro basta e avanza per dare nuovi assalti a Mondiali e Olimpiadi, che sono casa sua.

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