Sinner a Roma da rockstar. Il ragazzo Slam fa colpo anche quando non gioca. Tutti in fila per l’autografo

Al Foro Italico l’abbraccio dei tifosi all’azzurro, fermato da un problema all’anca. Migliaia a osannarlo, e c’è chi convince i genitori a chiamare il fratellino Jannik. Oggi c’è il bis, poi il numero 2 del mondo andrà a curarsi allo Juventus Medical.

di DORIANO RABOTTI -
8 maggio 2024
Il ragazzo Slam fa colpo anche quando non gioca. Tutti in fila per l’autografo

Il ragazzo Slam fa colpo anche quando non gioca. Tutti in fila per l’autografo

dall’inviato

La prossima volta che cosa gli chiederanno, di decidere sulla sorte dei gladiatori? Jannik Sinner vince anche quando non gioca, a Roma ormai è un imperatore del cuore capace di trasformare anche l’assenza dal torneo in una presenza dall’impatto emotivo pazzesco.

Si dovrebbe qui parlare del torneo in senso sportivo, anche se con ben sette big ai box per infortuni vari, compresi Jannik e il suo dioscuro Alcaraz, restano solo i vecchi fusti Nadal e Djokovic a incantare le folle.

Ma a spazzare via ogni attenzione per il tabellone ci ha pensato il grande assente: ieri c’erano mille persone, soprattutto giovanissimi, a fare la fila per un selfie o un autografo. Sinner ha fatto un passaggio negli stand di tre sponsor, al Foro Italico, ed è stata subito baraonda. In realtà era cominciata prima, perché i più previdenti s’erano messi in fila già da un paio d’ore, fuori dalla porta dello stand della Pigna che annunciava il passaggio dell’imperatore alle 16. Col risultato che alla fine gli organizzatori hanno dovuto bloccare a cinquanta il numero delle persone che sono riuscite ad avere un autografo o un selfie.

Scene da concerti rock, di quando c’erano i Beatles o i Duran Duran, anche se Jannik ricorda più Mick Hucknall, il cantante dei Simply Red, per la chioma fulva. Ma la playlist non cambia lo stato delle cose.

Anche perché la maggior parte dei ragazzini che ieri hanno dato l’assalto agli stand degli sponsor neanche sanno di che cosa stiamo parlando, in termini musicali. Ma come i loro genitori o nonni, hanno rinnovato il rito dell’adorazione dell’idolo.

Le scene vicine a un’isteria collettiva che abbiamo visto da vicino al Foro Italico in un tranquillo giorno nel quale Sinner, infortunato, neanche poteva giocare, ricordano l’assalto delle fans alle storiche rock band. Erano un migliaio a spingere sulle transenne per vederlo da vicino, toccarlo, a qualche ragazza è basta anche l’illusione, "Amore, hai visto che mi ha guardato, oddio?".

Un affetto troppo grande per essere accontentato, anche da un campione di disponibilità come Sinner si è confermato anche ieri: nel primo stand, quello della Pigna, sono riusciti ad avere l’autografo in cinquanta, poi Jannik si è spostato allo spazio di Fastweb e quindi a quello di La Roche-Posay. Oggi forse si replicherà, poi Sinner lascerà Roma per riposarsi e cercare recuperare al meglio dall’infortunio all’anca che gli ha impedito di scendere in campo al Foro Italico. Andrà a Montecarlo e poi a Torino dove ad occuparsi di curare la sua anca destra dolorante sarà lo Juventus Medical, centro di riabilitazione dove coach Vagnozzi lo aveva già portato a metà del 2022 e che si occupa della struttura muscolo-scheletrica del campione. Sinner è anche molto amico di Chiellini.

Poco prima di andare a godersi il bagno di folla, Jannik l’aveva postato sui social: "Non è mai una strada dritta. Torneremo più forti. Forza".

Poi l’abbraccio del tifo, composto in larga parte da giovanissimi, è stato qualcosa di travolgente: senza il servizio d’ordine chissà come sarebbe finita, anche se una ragazzina ha dovuto fare ricorso alle cure mediche perché salendo sulle spalle di un genitore ha perso l’equilibrio battendo la testa contro la vetrata di uno stand vicino. Altre tre sorelline, Aurora, Giulia e Sole, hanno convinto i genitori a chiamare Jannik il fratellino nato un mese fa: "Sei fantastico, riprenditi presto".

Alla fine tutto è filato liscio, Jannik ha anche obbedito alle richieste del servizio d’ordine nei trasferimenti: "Non ci fermiamo, continuiamo a camminare, sennò è finita". Dopo un’ora, tutti forse no, ma tantissimi dei suoi tifosi presenti ieri sono tornati a casa contenti, ognuno col suo trofeo.

Che sia una firma, una foto o l’illusione di uno sguardo.

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