Basket d’altri tempi: il ricordo di Franco Bertini, pesarese prestato a Varese nei favolosi anni ’60. In campo con gli occhiali legati con l’elastico delle mutande

"Arrivai in Lombardia accolto dal vigile urbano Tuluani. Disse che aspettava un maestro. e invece arrivò un professore".

9 febbraio 2024
In campo con gli occhiali legati con l’elastico delle mutande
In campo con gli occhiali legati con l’elastico delle mutande

La data storica più prossima a noi, ancora viva a memoria d’uomo, a tirare in ballo l’asse baskettaro Pesaro-Varese, risale al 1990, quando una Scavolini Pesaro in veste di colonna corazzata praticamente inarrestabile conquistò lo scudetto travolgendo la Ranger Varese, comandata dal pesarese Giancarlo Sacco e guidata sul campo, fino a infortunio fatale, da "Meo" Sacchetti il quale, corsi e ricorsi di una storia minore, adesso ci ritorna in veste di allenatore di questa Vuelle, oggi Carpegna Prosciutto, che ha più problemi da risolvere che punti in classifica.

Ma sotto la storia sta la preistoria, quella al limite dell’archeologia, e, arrivando laggiù in fondo ecco che compare lo "strato" dei primi anni Sessanta (nella foto storica, una fase di Ignis-Simmenthal 1963: il salto a due fra Sardagna e Bertini, maglia Ignis) del 1900, quando a Varese imperava in tutti i sensi la Ignis del commendator Borghi e io stesso risalivo al nord come emigrato di lusso verso la cittadella di Comerio da cui si dominava letteralmente tutto lo sport italiano.

Vogliamo quello con gli occhiali che gioca a Pesaro, questo era stato il diktat di quei tempi fra eroici e irripetibili, quando, all’arrivo in città, scendendo dall’auto in piazza Montegrappa, cuore di Varese, il primo a rendermi il saluto fu il signor Tuluani, ufficiale dei vigili urbani, il quale, di fronte ad un gruppetto di tifosi, mi sottomise ad una cerimonia di investitura il cui senso era: aspettavamo un maestro, ci hanno mandato un professore.

Credo che esagerasse per via degli occhiali con cui giocavo e che, per sempre, ho tenuto legati con pezzi d’elastico bianco, proprio quelli delle mutande. Lo confesso, un pezzetto di cuore a Varese mi è rimasto, ma non è sufficiente per non augurarmi che oggi Pesaro vinca.

Franco Bertini

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