Bologna e Sassuolo, modelli capovolti. Ora Saputo sogna e i neroverdi rischiano

Dall’arrivo di Joey, i rossoblù hanno quasi sempre rincorso i vicini: quest’anno il trend è cambiato, con un divario enorme in classifica

di MASSIMO VITALI -
31 gennaio 2024
Bologna e Sassuolo, modelli capovolti. Ora Saputo sogna e i neroverdi rischiano

Bologna e Sassuolo, modelli capovolti. Ora Saputo sogna e i neroverdi rischiano

Stati di forma, e di classifica, in chiave derby: Bologna comanda e sogna l’Europa, Sassuolo arranca e sente soffiare sul collo il vento del rischio retrocessione. Dov’è la notizia? Che in era Saputo è quasi sempre successo il contrario, ovvero che il capoluogo (Bologna) inseguisse a debita distanza la provincia (Sassuolo) sforzandosi di imitarne il modello di calcio virtuoso nei bilanci e vincente sul campo. Erano i giorni in cui Roberto De Zerbi, allora pilota del Sassuolo, a precisa domanda sul Bologna, che lo aveva contattato per la panchina incassandone un rifiuto, rispondeva così: "Bologna è una bellissima città ma il calcio è un’altra cosa...".

Poi il club rossoblù si è strutturato, Motta e Sartori si sono insediati a Casteldebole e la musica finalmente è cambiata, con la conseguenza che Claudio Fenucci, il capo azienda, adesso può finalmente guardare dall’alto in basso, in termini di classifica, il suo amico fraterno Giovanni Carnevali, che muove la macchina neroverde dal 2014, cioè esattamente da quando Fenucci fa l’ad a Casteldebole.

E pensare che nel 2015-16, al primo anno di A di Saputo, il Sassuolo conquistò, insieme al sesto posto, un pass per l’Europa, forte dei suoi 61 punti. E il Bologna? Diciannove punti dietro. Un divario ancora più netto a favore dei neroverdi si è registrato nel 2020-21, quando a fine stagione il delta fu addirittura di 21 punti: 62 il Sassuolo, 41 il Bologna. In mezzo una sola volta i rossoblù hanno messo il naso davanti ai neroverdi: nel 2018-19, quando il girone di ritorno record firmato da Mihajlovic regalò al Bologna il decimo posto finale con 44 punti, uno in più dei corregionali. La brusca inversione di tendenza che ha capovolto gli equilibri regionali c’è stata la scorsa stagione, quando l’accelerata sul campo di Motta a maggio ha consentito al Bologna di chiudere il campionato con 9 punti di margine sulla squadra di Dionisi.

E la tendenza in questa stagione non è cambiata: semmai si è ulteriormente allargata la forbice a vantaggio dei rossoblù. Sabato al Dall’Ara il derby senza storia (primo incrocio ufficiale nel 2013-14) vedrà sfidarsi due squadre dagli umori contrapposti. Il Bologna, ottavo in classifica dopo il colpo da tre punti della Roma a Salerno, nonostante il grande affollamento di squadre continua a vedere l’Europa a un palmo di naso: più o meno la stessa distanza che oggi c’è tra il Sassuolo e la zona retrocessione. Dai 33 punti del Bologna ai 19 del Sassuolo c’è tutto un mondo: di sogni per Motta e di paure per Dionisi. Il suo Sassuolo, che pure nel girone d’andata ha strappato i tre punti sia all’Inter che alla Juventus, di punti ne ha raccolti solo 3 nelle ultime 5 partite. Domenica a Monza è arrivata la dodicesima sconfitta a certificare una crisi che sarà difficile sanare col totem Berardi convalescente dopo l’operazione al menisco. Sulla carta, dunque, sabato al Dall’Ara c’è un favorito netto: un ottimo motivo, visto come funziona il calcio, perché Thiago tenga la guardia alta.

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