Bologna, il viaggio-verità. Oggi Lecce, poi Salerno. Per l’Europa a Thiago serve la svolta in trasferta

Manca ancora il blitz lontano da casa: l’ultimo proprio in Salento a giugno

di MASSIMO VITALI -
3 dicembre 2023
Oggi Lecce, poi Salerno. Per l’Europa a Thiago serve la svolta in trasferta
Oggi Lecce, poi Salerno. Per l’Europa a Thiago serve la svolta in trasferta

"Tutto è migliorabile", rimarca spesso Thiago Motta, il Re Mida di Casteldebole che migliorando via via tutti i parametri dei rossoblù ha dimostrato con i fatti la bontà della sua tesi. Volendo spaccare il capello in quattro c’è però un aspetto nel quale il suo Bologna, che oggi vincendo a Lecce si affaccerebbe addirittura in zona Champions, può e deve crescere: il rendimento esterno. Il Bologna made in Thiago come approccio alla partita, atteggiamento, identità e intensità agonistica in questo avvio di stagione ha sempre offerto di sé lo stesso volto convincente, in casa e in trasferta. Eppure balza agli occhi il solco che esiste tra il fatturato al Dall’Ara e quello da viaggio. In casa fin qui il Bologna ha raccolto 16 dei 21 punti che oggi ha in classifica (il 76 per cento), frutto di 5 vittorie, un pari e una sola sconfitta, al debutto col Milan. Morale: se valessero solo le gare casalinghe i rossoblù sarebbero addirittura secondi, alle spalle della Juve di Allegri, che di punti, nel fortino dell’Allianz Stadium, ne ha raccolto solo uno in più, 17.

E’ lontano dal Dall’Ara per il Bologna di Thiago che ancora i conti non tornano. Le imprese degne di nota certo non sono mancate (l’1-1 in casa della Juve e il 2-2 al Meazza con l’Inter), così come i fischi per fiaschi delle giacchette nere che hanno pesantemente penalizzato la classifica rossoblù (è successo in casa della Juve e del Monza, responsabili, rispettivamente, Di Bello e Pezzuto). Sta di fatto che 5 pari e un ko, ancorché immeritato come quella maturato con la Fiorentina al Franchi, hanno portato solo 5 punti alla causa. I viaggi in casa del Verona (0-0), del Monza (0-0) e del Sassuolo (1-1) hanno lasciato quel gusto un po’ retroamaro dell’occasione persa. Dei pari pesantissimi strappati nelle tane di Juve e Inter si è detto. Resta il fatto che fin qui è mandato l’acuto da tre punti. Fa specie notare come l’ultimo Bologna corsaro sia stato quello che allo Stadio di via del Mare lo scorso 4 giugno piegò per 3-2 proprio il Lecce (allora di Baroni), grazie a un gol di Ferguson nei minuti di recupero.

Oggi il Lecce, tra una settimana la Salernitana: più degli incroci con gli ex Corvino, Sansone e Pippo Inzaghi peserà la capacità dei rossoblù di strappare punti pesanti, e segnatamente la prima vittoria esterna, dai due viaggi al Sud. Del resto se hai ambizioni d’alta classifica, e questo Bologna ne ha al netto del fatto che a Casteldebole la parola Europa resti proibita, non ci può essere troppa disparità di fatturato tra la versione casalinga e quella esterna. Specie ora che la difesa abbonda di soluzioni, che il centrocampo ha trovato in Fabbian un assaltatore in più e che in attacco c’è uno Zirkzee che non vuole frenare la sua ascesa. Per la cronaca anche Joshua a Lecce mise la firma sul 3-2 di giugno, in quel blitz che manca da sei mesi.

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