I rossoblù e il mal di trasferta. Bologna, vincere a Salerno per lanciare la volata di Natale

Skorupski e compagni in casa hanno un ritmo tre volte superiore rispetto al rendimento esterno. La missione dei ragazzi di Thiago è recuperare i punti lasciati a Lecce tra mille polemiche. .

di MASSIMO VITALI -
10 dicembre 2023
Bologna, vincere a Salerno per lanciare la volata di Natale
Bologna, vincere a Salerno per lanciare la volata di Natale

Sbancare l’Arechi per la volata di Natale che può avvicinare il sogno Europa. Detta così sembra tutto fuorché una missione impossibile, specie per il Bologna di Motta che da un anno a questa parte ha abituato tutti a non porsi limiti.

In realtà oggi un limite c’è e rischia di diventare un assillo se al più presto non verrà colmata la lacuna: il rendimento dei rossoblù in trasferta. La vittoria mancata di Lecce aggiorna i numeri del Bologna a due velocità, che viaggia come un treno al Dall’Ara e a passo di lumaca in trasferta. Sedici dei 22 punti che i rossoblù hanno in classifica li hanno strappati tra mura che più amiche non si potrebbero immaginare, a fronte dei soli 6 conquistati lontano da casa.

Calcolatrice alla mano il Bologna versione Dall’Ara corre a velocità quasi tripla rispetto alla sua versione da viaggio: media punti a partita in casa 2,29, contro lo 0,86 che è il ruolino di marcia in trasferta. Superare a pieni voti (e a pieni punti) il secondo esame al Sud spalancherebbe di nuovo le porte al fattore Dall’Ara, in quelli che saranno due scontri diretti con squadre che hanno ambizioni di Europa: il 17 dicembre con la Roma di Mourinho e il 23 con l’Atalanta di Gasperini (in mezzo c’è l’ottavo di Coppa Italia con l’Inter al Meazza, il 20 dicembre: altro esame da alta quota).

Sarà un Natale da sogno, per l’appunto, se la truppa di Thiago non fallirà entrambi gli appuntamenti con due squadre che in questi anni l’Europa l’hanno percorsa in lungo e in largo, chi alzando una coppa (la Roma) e chi arrivando a un quarto di Champions League (l’Atalanta).

Ma è inutile, e fors’anche dannoso, accennare a Roma e Atalanta quando ancora c’è da affrontare lo scoglio Salernitana. Motta ragiona come tutti gli allenatori: partita per partita. E sa benissimo che non sarà un dicembre di gloria se anche all’Arechi la squadra dovesse pagare dazio a una produzione offensiva, 16 reti in 14 giornate di campionato, che grida vendetta se rapportata alla mole di gioco espressa.

Zirkzee, annunciato di nuovo titolare dopo la panchina di Lecce, non dovrà far calare il suo rendimento sotto porta (4 gol e un assist nelle ultime 6 partite), ma toccherà soprattutto a Ndoye e Saelemaekers, se alla fine in attacco la scelta cadesse su quest’ultimo, cancellare lo ‘zero’ alla voce gol segnati.

Un problema da risolvere in fretta con Orsolini e Karlsson ancora ai box. A meno di non voler già delegare a Sartori e Di Vaio il compito di portare in dote a Motta i gol che oggi mancano attingendo al mercato di gennaio.

Prima che il mercato riapra i battenti, però, ci sono quattro partite di campionato da giocare (Salernitana, Roma, Atalanta e Udinese) e tanto in là con lo sguardo Motta non va mai per principio.

Oggi intanto gli tocca sfidare Pippo Inzaghi, che da calciatore, come avversario, ha solo sfiorato (quando Thiago era in campo, con le maglie di Genoa e Inter, l’Inzaghi rossonero era infortunato o in panchina) e che non ha mai affrontato da allenatore.

Continua a leggere tutte le notizie di sport su