La Coppa regala a Motta un Bologna più ricco. Moro, Fabbian e Bonifazi: quante alternative

Una conferma tra i pali per Ravaglia, il secondo cresciuto in casa. E Urbanski è entrato subito con lo spirito che piace al tecnico

di MASSIMO VITALI -
2 novembre 2023
La Coppa regala a Motta un Bologna più ricco. Moro, Fabbian e Bonifazi: quante alternative

La Coppa regala a Motta un Bologna più ricco. Moro, Fabbian e Bonifazi: quante alternative

Nikola Moro, tra le pieghe del dopo partita del Dall’Ara, ha raccontato così il senso speciale della sua notte in Coppa: "Il gol lo dedico a tutti, anche a me stesso: mi alleno al massimo tutti i giorni e questo gol mi ripaga del lavoro che faccio, oltre a darmi una spinta in più".

Sembra una frase tratta dal vangelo secondo Thiago: lavora durante la settimana e in partita otterrai il frutto del tuo sacrificio. Anche in una partita di Coppa Italia. Motta, si sa, non lascia indietro nessuno e anche gli ultimi, se si armano di volontà e pazienza, un giorno saranno i primi. Paradossalmente il bene più prezioso del passaggio del turno a spese del Verona non è il biglietto della sfida agli ottavi con l’Inter bensì il patrimonio di ‘ritrovati’ che adesso il tecnico, con l’eccezione di Karlsson, si ritrova per le mani.

Da Moro a Van Hooijdonk, da Ravaglia a Fabbian, passando per quel Bonifazi che si era già ritrovato sabato in campionato al Mapei Stadium col Sassuolo e senza dimenticare Urbanski, talentino che stimola come pochi altri lo spirito da demiurgo del ‘plasmatore’ Thiago. Avanti, c’è posto.

Perché come dimostra la parabola recente della difesa, reparto che conserva buoni numeri a dispetto degli infortuni in serie che hanno colpito i titolari, nell’arco di una stagione chi si fa trovare pronto (vedi Calafiori) può passare in un attimo dallo status di riserva a quello di inamovibile. Certo non è pensabile che Federico Ravaglia possa insidiare il posto che è oggi è saldamente nelle manone di Lukasz Skorupski: ma adesso Motta sa che, nell’ora eventuale del bisogno, su Ravaglia potrà contare.

Mica poco per un ragazzo che la scorsa stagione alla Reggina aveva giocato appena 5 partite ufficiali per poi rientrare a Casteldebole a gennaio. Ma a Casteldebole lo staff di Thiago ne ha registrato la crescita e oggi si fida molto del portierone cresciuto nel vivaio. Per Giovanni Fabbian non servivano nemmeno le referenze. Il punto è che dopo il gol-lampo da tre punti al Cagliari datato 2 settembre il centrocampista veneto aveva toccato il campo nel quarto d’ora finale della gara di campionato col Verona e poi per sei partite di fila aveva scaldato la panchina.

Dal Verona (campionato) al Verona (Coppa Italia) è una promessa di ripartenza. Morale: nel Bologna dei riservisti che si candidano a una chiamata in campionato manca solo Karlsson, che evidentemente ha ancora bisogno di tempo per assimilare il verbo di Motta.

Intanto ieri è rientrato in gruppo Lucumì. Due giorni di allenamenti con i compagni prima della sfida con la Lazio bastano a scalzare la leadership di Calafiori? E’ lecito dubitarne. Ma è pur sempre un’arma in più nel Bologna ‘allargato’ di Thiago.

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