Orsolini, compleanno con il Diavolo. A caccia di un gol per una festa doppia

Domani Riccardo compie 27 anni: nel gennaio 2018 sbarcò in rossoblù a fine mercato. Al Milan zero reti, a San Siro ha già castigato l’Inter

di MASSIMO VITALI -
23 gennaio 2024
Orsolini, compleanno con il Diavolo. A caccia di un gol per una festa doppia
Orsolini, compleanno con il Diavolo. A caccia di un gol per una festa doppia

Quando Riccardo Orsolini domani soffierà sulle sue ventisette candeline il biglietto d’auguri più azzeccato sarebbe: Orso 6 speciale. Sei in numero, come gli anni trascorsi in maglia rossoblù dal ragazzo di Ascoli. Gennaio è infatti l’occasione per un’altra ricorrenza: Orsolini è diventato ufficialmente un calciatore del Bologna il 31 gennaio 2018, nell’ultimo giorno della sessione invernale di quel mercato di riparazione. Sei anni fa era un cucciolo di Orso, che Gasperini non volle, o non riuscì, a svezzare nei sei mesi in prestito all’Atalanta. Per questo la Juventus, proprietaria del suo cartellino, a gennaio gli trovò una seconda casa a Casteldebole. Orso arrivò giusto in tempo per ‘gustarsi’, quasi da spettatore, il peggior girone di ritorno dell’era Donadoni (che a fine maggio al tecnico costò l’esonero) e per fare le prove da mezzala in estate, nel ritiro di Castelrotto, con Pippo Inzaghi, che a sua volta avrebbe firmato il peggior girone d’andata degli ultimi trent’anni. E così, dopo un 2018 a tutti gli effetti annus horribilis per tutti, l’Orsolini rossoblù si è messo in moto e dall’arrivo di Mihajlovic in poi ha scritto la storia sua e del Bologna: 51 gol in 202 gare ufficiali lo collocano già nel club ristretto di chi in rossoblù ha lasciato un solco profondo.

Venendo all’oggi, Thiago si aspetta che già sabato al Meazza col Milan Orso festeggi il suo ventisettesimo compleanno scrivendo un’altra paginetta di storia. Ne ha bisogno come il pane un gruppo uscito un po’ tramortito da un mese, l’ultimo, costellato quasi solo di magoni. Da quarto a Natale dopo la vittoria con l’Atalanta il Bologna in campionato oggi si ritrova settimo a braccetto con la Roma: succede se raccogli solo un punto in tre gare. In Coppa Italia, poi, il 9 gennaio è arrivata la mazzata dell’eliminazione per mano della Fiorentina: immeritata finché si vuole ma sempre mazzata rimane. Orso invece è appena uscito dal letargo. Dopo essere rimasto a secco per 99 giorni a Cagliari ha spezzato il digiuno, firmando il gol (e che gol) dell’illusorio vantaggio prima della rimonta firmata dagli uomini di Ranieri. Curiosamente l’ultimo acuto prima di Cagliari Orsolini lo aveva firmato proprio al Meazza, ma con l’Inter, lo scorso 7 ottobre, quando infischiandosene dei boati della curva nerazzurra trasformò un rigore poi risultato decisivo nel 2-2 finale. Sabato Orsolini torna al Meazza anche per sfatare un tabù: al Milan in carriera non ha mai segnato. C’è di più, perché nei 10 precedenti il Diavolo non è mai riuscito a batterlo: 2 pareggi e 8 sconfitte recita lo score. Conclusione facile: per festeggiare sei anni in rossoblù (facciamo cinque) da protagonista e le 27 candeline che nel calcio certificano l’età matura miglior modo che graffiare il Milan non c’è. Thiago ci conta.

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