Rossi gioca il suo derby. "Bologna, hai trovato la strada per l’Europa. Ma a Salerno sarà dura»

Il tecnico: "Non mi aspettavo i granata ultimi, non valgono questa classifica"

di MARCELLO GIORDANO -
7 dicembre 2023
"Bologna, hai trovato la strada per l’Europa. Ma a Salerno sarà dura"
"Bologna, hai trovato la strada per l’Europa. Ma a Salerno sarà dura"

"Non so se sono più sorpreso nel vedere il Bologna in lotta per l’Europa o la Salernitana all’ultimo posto". È con una battuta con il sorriso sulle labbra che Delio Rossi fotografa l’incrocio alle porte. Il tecnico ha legato la sua carriera tanto alla piazza granata quanto a quella rossoblù, guidando il Bologna all’ultima promozione nella massima serie del 2015. A Salerno, invece, lo chiamano ancora ‘Profeta’, in virtù della promozione dalla C1 alla B del 1994 e dalla B alla A nel ‘98, che gli è valsa la cittadinanza onoraria. "Si affrontano due sorprese. Una positiva, l’altra negativa".

Rossi, partiamo da quella positiva.

"Beh, il Bologna. Conosco la realtà, ho conosciuto il presidente e i dirigenti e il percorso di crescita non mi sorprende. Anzi, semmai mi verrebbe da dire che stanno raccogliendo in ritardo quanto hanno iniziato a seminare anni fa, quando forse anche in città si iniziava a non crederci più. Ma io non ho dimenticato".

Cosa?

"Presi la squadra in corsa a poche giornate dalla fine, con il Bologna quinto in classifica in serie B e arrivammo alla promozione al termine dei playoff. In estate mi fu chiesto quale fosse la mia opinione circa il da farsi sul mercato, considerato che l’obiettivo era avvicinarsi in poche stagioni alle squadre che lottavano per l’Europa. Così tenemmo i giovani e rifacemmo l’impianto. Poi ho pagato io con l’esonero, visto che i risultati non furono immediati. Ma quella era l’idea e oggi ci siamo".

Bologna a 22 punti dopo 14 giornate, a meno due dal quarto posto. Presto per parlare d’Europa?

"I giudizi sono precoci prima della decima giornata, perché se non sei un club ricco cerchi occasioni fino all’ultimo giorno di mercato, che chiude alla terza giornata. Un po’ di tempo per trovare la quadra poi serve. Ma se dopo 14 giornate il Bologna sta lì, per giunta defraudato di 5-6 punti, per me significa una cosa soltanto".

Cosa?

"Che lotterà per l’Europa fino all’ultima giornata. Anche perché ha messo tutte le persone giuste al posto giusto e rispetto ad altre ha anche una squadra futuribile, giovane, con ragazzi affamati e in crescita, destinati a migliorare nel tempo. I rossoblù accettano le scommesse, non fanno il passo più lungo della gamba, non vendono fumo ma solide realtà. Mi piacciono. E quindi brava la società, e bravo l’allenatore: perché il Bologna è soprattutto una squadra che gioca bene a calcio. Bravi a chi ha scelto anche allenatore e giocatori".

Il riferimento è a Sartori?

"Alla dirigenza e staff in toto. Mio figlio Dario lavora nello scouting rossoblù e so bene come stanno lavorando, come scelgono i giocatori e so bene che quello che sta accadendo non è per caso".

Chi la sta sorprendendo di più?

"Zirkzee, Ferguson e Beukema. Quando l’asse centrale è forte, la squadra è solida. Poi gli esterni possono fare la differenza, ma la base è nel mezzo".

E la Salernitana?

"Non mi aspettavo di vederla ultima. L’anno più duro di solito è il primo dopo la promozione, quando la Salernitana si salvò facendo un mezzo miracolo. Non sono dentro e non so cosa stia accadendo e quali problemi ci siano, ma una cosa la penso, conoscendo l’ambiente: quella granata è una piazza che vive di eccessi emotivi. Vinci una partita e tutti i problemi sono risolti, ne perdi una ed è un disastro. Ecco, quando lotti per salvarti è l’equilibrio a fare spesso la differenza e il mio augurio è che a Salerno trovino questo equilibrio".

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