Thiago-Gila La meglio gioventù in panchina

Bologna-Genoa propone il duello nel duello fra due tecnici in rampa di lancio: stessa età, un passato da ex e un futuro ambizioso

di MASSIMO VITALI -
5 gennaio 2024
Thiago-Gila La meglio gioventù in panchina
Thiago-Gila La meglio gioventù in panchina

Thiago per ripartire di slancio dopo i tre cazzotti allo stomaco di Udine, Gila per confermare che non fu gloria effimera inchiodare al pari le battistrada Juventus e Inter a Marassi (e in mezzo banchettare con i tre punti in casa del Sassuolo). Cosa unisce Thiago Motta e Alberto Gilardino che questa notte si sfidano per la prima volta da allenatori al Dall’Ara?

Innanzitutto l’anagrafe. Nati entrambi nell’82, a meno di due mesi di distanza, Gila è il più ‘vecchio’ ma la sostanza non cambia: a quarantuno anni, con un passato roboante da calciatori alle spalle, tutti e due hanno le stimmate di plasmatori di squadre vincenti.

Nell’ultimo anno hanno firmato imprese da predestinati: Motta portando il Bologna nella famiglia delle grandi, Gilardino firmando il ritorno in A del Grifone (dopo essere subentrato a Blessin nel dicembre 2022) e issandolo oggi a una quota 20 che per una matricola, ancorché gloriosa come il Genoa, è sinonimo di tranquillità.

E poi: Motta è stato un portacolori del Genoa, sia da calciatore che da allenatore, e questa notte lo sfida. Così come Gilardino per una stagione ha calpestato le zolle del Dall’Ara, segnando 13 reti e contribuendo alla salvezza del Bologna di Guaraldi. Era la stagione 2012-13, quella che in estate era cominciata con l’addio di Di Vaio, approdato a Montreal. Pioli fece ‘all in’ su Acquafresca, ma un precampionato di stenti offensivi convinse il club a puntare sull’esperienza di un big come Gilardino. Gila vestiva la maglia del Genoa e l’unico modo per arrivarci era prenderlo in prestito. Il bomber di Biella approdò in rossoblù a 31 anni, con un blitz firmato nell’ultimo giorno del mercato. Alla fine realizzò 13 reti, contribuì a raggiungere i 44 punti salvezza e a giugno volò in azzurro insieme ad Alino Diamanti: per i bolognesi fu una goduria vedere due rossoblù in campo nell’Italia-San Marino 4-0 (cittì Cesare Prandelli) che si giocò al Dall’Ara 31 maggio 2013. Poi Gila svanì, insieme alla promessa di Guaraldi che da mesi giurava di avere un ‘gentleman’s agreement’ con Preziosi per il rinnovo del prestito: aria fritta. Il bello del calcio è che uno splendido solista delle aree di rigore come Gilardino, decimo bomber di tutti i tempi in serie A (188 reti, come Signori e Del Piero), sia diventato, da allenatore, un eccellente forgiatore di gruppi, quale è oggi il suo Genoa.

Almeno Motta agli altri, nel senso di compagni di squadra, era già abituato a pensare da calciatore e tutto probabilmente oggi gli riesce più facile in panchina. Questa notte Thiago ha bisogno di punti per chiudere un girone d’andata da record. Ma se è vero che il suo Bologna è diventato grande occhio a un Genoa che fin qui ha battuto le due romane e strappato il pari a Napoli, Juventus e Inter. Incrocio tra predestinati.

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