Due totem per i loro club. Ibra e Giorgio, pastori di tori

Ibrahimovic e Chiellini sono leader capaci di trasmettere ferocia e gestire pressioni: il Milan e la Juve ne hanno bisogno. Sono i "pastori di tori" di oggi, sempre più rari.

di DORIANO RABOTTI -
21 dicembre 2023

Nereo Rocco diceva che il suo compito da allenatore era quello del ’pastore di tori’.

Anche Zlatan Ibrahimovic e Giorgio Chiellini ne sarebbero capacissimi, ma l’impressione è che oggi servano più cani da guardia per agnellini, anche negli spogliatoi delle squadre di vertice. È una curiosa coincidenza quella che ha portato ieri Ibra ad insediarsi nel suo nuovo ruolo di consigliere del patron, ’advisor’ dicono i vertici del Milan (Ibradvisor, si potrebbe sintetizzare), nello stesso giorno in cui l’ex capitano della nostra nazionale ha fatto visita alla Continassa alla ’sua’ Juventus. È presto per capire se anche Chiellini sarà chiamato davvero ad un ruolo per la Signora, che potrebbe anche essere molto diverso da quello di Zlatan perché lo svedese è laureato all’università della vita, il livornese anche a quella di Economia: ha anche un titolo accademico spendibile in un curriculum, se ce ne fosse bisogno (non che Ibra sia scarso, in gestione delle finanze, visto quanto gli frutta anche un solo post sui social).

Ma il vero tratto in comune tra i due è la capacità di essere leader: a Ibra il Milan chiede di far ritornare nei compagni la ferocia che lui aveva trasmesso con l’esempio, di un Chiellini la Juve avrebbe tanto bisogno in campo per gestire pressioni alle quali molti titolari non sono abituati.

Perché di pastori di tori come loro ne nascono sempre meno...

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