Quei mugugni inspiegabili anche dopo un successo. Una passione sopita?. Ricordatevi Bruzzone...

La Fiorentina è quinta in classifica e potrebbe partecipare alla Champions League. Ma la vittoria è stata "sporca" e il clima intorno alla squadra è di insoddisfazione. Il numero di spettatori al Franchi è in calo, così come quello dei tifosi in trasferta. Una situazione che fa riflettere sulla passione per la squadra e sullo spirito del tempo.

20 dicembre 2023
Una passione sopita?. Ricordatevi Bruzzone...
Una passione sopita?. Ricordatevi Bruzzone...

La vittoria è stata "sporca", come si dice in gergo. Ottenuta alla fine di una partita con molti errori e poco bel calcio. Lo stesso, grazie ai 3 punti presi col Verona, la Fiorentina è quinta. Per dire: se il campionato finisse oggi, la squadra viola potrebbe partecipare il prossimo anno alla Champions League. Un balzo in avanti clamoroso sulle aspettative che aprirebbe scenari suggestivi. Eppure, nel dopo gara, si sono registrate più critiche che applausi. Critiche alle prestazioni dei singoli, da Nzola a Ikone; e critiche, soprattutto, al tecnico Italiano, attaccato su molte cose, dall’impianto di gioco alla formazione iniziale, come se la trasferta di coppa di Budapest a 48 ore dal fischio d’inizio fosse stata una variabile ininfluente sulle scelte compiute. Si registra un clima particolare di questi tempi a Firenze. Un’insoddisfazione di genere, un mugugno di fondo che accompagna le gare dei viola e che segnala un possibile deficit affettivo. Non sono solo le contestazioni ma anche le cifre ad accendere la spia su ciò.

Per dire: rispetto al passato il numero medio di spettatori al Franchi non è certo male (30.462) ma la percentuale di riempimento (71%) è solo la dodicesima della serie A. Undici piazze fanno meglio, con il dato clamoroso di Inter e Milan, che portano a San Siro ogni volta 73.000 persone con un tasso di riempimento del 96%, ma anche con quello, significativo, del Genoa, che a Marassi conta mediamente 32.461 spettatori con un tasso del 93%. Non solo. Nella classifica sul numero medio di tifosi che seguono le squadre in trasferta, la Fiorentina (con 1.068) anche qui è al 12° posto dietro fra l’altro a Salernitana (1.696), Lecce (1.583), Bologna (1.508) e Sampdoria (1.414 in serie B). Ora: considerato che nella storia la Fiorentina ha avuto tassi ben più alti di partecipazione, a che cosa è dovuto questo calo? Qualcuno sostiene che il fatto di non lottare da anni per posizioni di vertice abbia annacquato la passione (anche se con Bruzzone e Ricciarelli non è che vincessimo la coppa dei pianeti ma lo stadio era sempre un catino infuocato). Altri ritengono che l’assenza di campioni acclarati costituisca un deficit di richiamo, anche se si potrebbe obiettare che in C2, quando sugli spalti comparivano striscioni del tipo "Bravo chiunque tu sia", in certe gare al Franchi si registravano anche 40.000 presenze.

Altri ancora sostengono che le gestione muscolare di questa dirigenza, tesa a far vivere la Fiorentina non come un appendice di Firenze ma come un ramo del proprio modello di business, abbia creato un solco empatico con una parte significativa della città. Infine c’è chi, semplicemente, tira in ballo lo spirito del tempo, dove niente è più passione disinteressata ma tutto è legato alla logica e al tornaconto. Fosse così, che dispiacere sarebbe per Firenze. Che sul campo forse non ha mai vinto granché, ma intorno al campo, nelle ragioni identitarie del cuore, nel saper mostrare amore per una causa, per un colore, per un’idea sotto la spinta del sentimento e mai della convenienza, spesso non ha avuto rivali nel mondo. Se perdiamo questo, perdiamo proprio tanto.

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