Genoa-Frosinone 1-1, Reinier replica a Gudmundsson

L'islandese apre le marcature dal dischetto prima della zampata del brasiliano. Nel finale giallo per un penalty assegnato da Sacchi ai ciociari e poi revocato

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
30 marzo 2024
Reinier (Ansa)

Reinier (Ansa)

Genova, 30 marzo 2024 - Tra Genoa e Frosinone succede tutto nel primo tempo, a cominciare dalle reti: Gudmundsson illude il Ferraris dal dischetto prima del pareggio di Reinier. Prima ancora i rossoblù, che nella ripresa perdono per infortunio prima Retegui e poi Malinovskyi, avevano sfiorato la rete con la traversa colpita da Vasquez, seguita dal miracolo di Turati su Sabelli, ma i ciociari avrebbero in seguito legittimato il pareggio confezionando diverse chance per raccogliere la posta intera: l'ultima arriva in pieno recupero, con un penalty prima assegnato e poi revocato da Sacchi. Alla fine matura un 1-1 che serve maggiormente al Genoa, che sale a quota 35 punti e vede il traguardo della salvezza sempre più vicino, pur avendo mancato il potenziale match point odierno per chiudere (o quasi) i giochi e ritrovare una vittoria che manca da oltre un mese. Il Frosinone si issa a 25 punti ma resta ancora in zona retrocessione, dovendo tra l'altro aspettare ancora i risultati delle altre formazioni impegnate nella bagarre per non scendere in cadetteria.

Le formazioni ufficiali

  Gilardino sceglie il consueto 3-5-2, con Martinez tra i pali e Vogliacco, Bani e Vasquez in sua protezione: i quinti sono Sabelli e Spence, mentre in mezzo al campo agiscono Frendrup, Badelj e Messias, con Gudmundsson e Retegui in avanti. Di Francesco replica con un 3-4-2-1 aperto da Turati, protetto da Lirola, Okoli e Romagnoli, con Zortea e Valeri sulle bande: la mediana è composta da Barrenechea e Brescianini, mentre l'unica punta è Cheddira, assistito da Reinier e Soulé.  

Primo tempo

  Il Frosinone parte con più grinta e al 5' guadagna un'interessante punizione con Cheddira: della battuta se ne incarica Barrenechea, che centra in pieno la barriera. I piazzati sono l'arma iniziale preferita anche del Genoa, che al 10' si procura un corner grazie a un cross di Messias, contrato da duo Romagnoli-Turati: dagli sviluppi del tiro dalla bandierina svetta Vasquez, che colpisce la traversa, con Sabelli che si avventa sulla ribattuta ma deve fare i conti con i grandi riflessi del portiere ospite. Al 24' torna protagonista Vasquez, di professione difensore ma di fatto il rossoblù più pericoloso: l'arma scelta è la botta dalla distanza, ma la mira è infelice. Per sbloccare una partita prevedibilmente chiusa serve un episodio, che si materializza poco prima dello scoccare della mezzora, quando Okoli, fino a quel momento a dir poco perfetto, con una scivolata stende Gudmundsson: proprio quest'ultimo si presenta sul dischetto indicato da Sacchi e spiazza Turati, con tanto di abbraccio con Retegui (diffidato e in seguito ammonito e quindi fuori causa per Verona) che chiude le polemiche passate sul rigorista designato del Genoa. Il Frosinone prova a reagire con Soulé, che al 32' da buona posizione non inquadra il bersaglio in quella che è un'azione praticamente fotocopia di quanto visto all'alba del match, con Cheddira ancora nelle vesti di rifinitore. Al 34' i due si scambiano i ruoli e per poco non raccolgono il massimo fatturato: Soulé verticalizza per il taglio di Cheddira, ostacolato in maniera determinante da una scivolata di Vasquez. Il pareggio ciociaro è nell'aria e arriva al 36', quando proprio Soulé premia la sovrapposizione di Zortea, che apparecchia per il rigore in movimento di Reinier. Sulle ali dell'entusiasmo, il Frosinone insiste al 41' con Brescianini, il cui tiro dal limite incontra la grande replica di Martinez, praticamente al primo intervento della sua partita: il numero 4, incredibilmente ancora dimenticato dalla difesa di casa, ci riprova dopo due giri di lancette, ma sciupa una potenziale buona occasione calciando in maniera debole e centrale. Al 46' servono ancora i guantoni di Martinez per respingere l'insidiosissimo tiro-cross di Soulé, cresciuto di pari passo con l'intero Frosinone a ridosso del duplice fischio di Sacchi.

Secondo tempo

  Il Genoa rientra in campo senza un disastroso Spence, rimpiazzato da Malinovskyi, con Messias che quindi torna sulla fascia dopo la prova opaca da interno. Se questo è un cambio tattico di Gilardino, non lo è quello che tira fuori Retegui, che già un paio di volte aveva chiamato l'intervento dei sanitari per un problema alla caviglia: la resa arriva appannaggio di Haps. Il Genoa, complici anche gli stravolgimenti di inizio ripresa, comincia a sbandare dietro. La prima frittata rischia di combinarla Bani, che poi si fa perdonare con un grande intervento su Soulé. La seconda la sfiora Vogliacco, che al 57' entra duro su Cheddira, che reclama un rigore: dopo oltre 2' di controllo in sala VAR, il gioco riprende nel segno del sospiro di sollievo del Ferraris e della rabbia ospite. Intanto dal fronte infortuni continua a piovere sul bagnato per il Genoa, che al 63' perde il neo entrato Malinovskyi per un guaio muscolare: al suo posto entra Strootman. Il Frosinone prova ad approfittarne poco quando, quando Soulé e Cheddira combinano e servono Lirola, il cui diagonale si spegne sul fondo non di molto. Quasi dal nulla al 69' batte un colpo, e che colpo, Messias, che con una gran botta dal limite sfiora il bersaglio: pregevole nell'occasione la danza di Gudmundsson nel cuore della difesa ciociara. Entrambi gli allenatori pescano dalla panchina per smuovere le acque: Gilardino, che esaurisce quindi gli slot a sua disposizione, inserisce Thorsby e Ankeye per Sabelli e Badelj, mentre Di Francesco, al contrario alla prima mossa, getta nella mischia Mazzitelli per Reinier. All'81', quasi per caso, Soulé si ritrova tra i piedi, all'altezza del dischetto del rigore, una palla di platino da mandare in porta, ma la mira è incredibilmente infelice per un giocatore di tale qualità. Di Francesco cambia ancora: dentro Ibrahimovic proprio per Soulé e Cuni per Cheddira. All'88' il Genoa, come già successo nel primo tempo, torna pericoloso con i difensori: Vogliacco impatta di testa ma senza precisione. I minuti di recupero indicati da Sacchi sono 6, al terzo dei quali il Frosinone sembra avere la chance per piazzare la zampata decisiva a causa del tocco di mano di Thorsby atto ad anticipare Cuni: l'intervento della sala VAR corregge la decisione dell'arbitro. Gli ospiti rischiano di incassare la doppia beffa con un errato disimpegno difensivo, ma Romagnoli evita il peggio ai suoi, che chiudono il match con un pareggio agrodolce.  

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