Inter, contro Sarri il talismano è in panchina. Inzaghi è il collezionista delle Supercoppe

Il tecnico dei nerazzurri ne ha vinte due da giocatore proprio con la Lazio ("Mai una gara come le altre"), quattro da allenatore

di MATTIA TODISCO -
19 gennaio 2024
Inter, contro Sarri il talismano è in panchina. Inzaghi è il collezionista delle Supercoppe
Inter, contro Sarri il talismano è in panchina. Inzaghi è il collezionista delle Supercoppe

L’unico Inter-Lazio valso una Supercoppa Italiana risale al lontano 2009. C’è un’analogia con il torneo in corso a Riyad, non più finale secca ma competizione per quattro: si giocava all’estero, a Pechino, fu l’unico trofeo non alzato al cielo dalla squadra di Mourinho nella stagione del Triplete. Simone Inzaghi era ancora in biancoceleste, vinse la sua seconda Supercoppa da calciatore. Ne conquisterà altre quattro da allenatore, può arrivare a cinque battendo oggi la sua vecchia squadra ("Una sfida che non sarà mai come le altre") e poi l’eventuale avversaria in finale. Dalle 20 italiane, esibirà quella che ormai è la formazione dei titolarissimi, salvo rari accorgimenti per necessità o turnover. Con l’avvicendamento, rispetto a Monza, tra gli altri due ex Acerbi (dentro) e De Vrij (in panchina) e un solo ballottaggio a destra da risolvere, favorito Darmian su Dumfries. Il collega Sarri ha qualche nodo in più da sciogliere: Gila o Patric, Vecino o Luis Alberto. In attacco, complice l’infortunio di Castellanos e un Immobile ancora in condizioni precarie, la punta centrale dei capitolini potrebbe essere Felipe Anderson, sette gol in carriera ai nerazzurri. L’argentino è l’unico indisponibile della Lazio, così come Cuadrado è il solo per l’Inter.

A prescindere dalle scelte, Sarri ha dettato una ricetta semplice: "Non dobbiamo fare le c...te dell’ultima sfida". Uno 0-2 lanciato da un gentile cadeau di Marusic a Lautaro dopo un tempo scarso a buon livello. Nemmeno Inzaghi si è troppo sbottonato, come consuetudine a telecamere accese. Ha dribblato con garbo le domande sulle pizzicate di Allegri riguardanti il ruolo di guardie e ladri in campionato, quelle sul mancato voto di Lukaku a suo favore al “Fifa The Best“. Dovrà superare con la stessa agilità non solo l’incognita di una formula nuova, senza supplementari in caso di parità ai regolamentari, ma anche un ritorno in campionato che sarà tutt’altro che comodo: Firenze, la Juve a San Siro, la Roma giallorossa. E un recupero contro l’Atalanta, la sfida che salterà proprio per la presenza interista in Arabia. Due anni fa accadde lo stesso con Bologna-Inter, anche se quella sfida saltò per ragioni legate alla pandemia di Covid. Fu la tappa chiave nella corsa scudetto persa col Milan. Nel tentativo di evitare il bis, Inzaghi punterà decisamente i fari sull’obiettivo della seconda stella, non abbandonando gli altri obiettivi ma seguendo il criterio delle scelte che ha caratterizzato la prima parte di stagione, quella in cui in Champions League hanno giocato soprattutto le seconde linee e in campionato le prime. Se poi sarà finale, diventerà interessante capire la formazione: quando ti giochi un trofeo, per quanto già vinto quattro volte, è difficile tener fuori i più forti. E infatti oggi, col favore dei pronostici da dover rispettare, la squadra in campo sarà la migliore possibile.

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