Juve-Inter, tutto da rifare. Vlahovic illude Allegri. Lautaro fa felice Inzaghi

Nessuna svolta dallo scontro scudetto, i bianconeri passano in vantaggio ma vengono subito ripresi e poi rischiano il ko. Lo Stadium fischia Cuadrado .

di MATTIA TODISCO -
27 novembre 2023
Vlahovic illude Allegri. Lautaro fa felice Inzaghi
Vlahovic illude Allegri. Lautaro fa felice Inzaghi

Il derby d’Italia finisce con un pareggio che non fa danni per nessuno. L’Inter resta prima, la Juventus seconda, a seguito di un rapido botta e risposta nel primo tempo che non è preludio di un successivo spettacolo incandescente. Particolarmente nella ripresa, dopo una prima metà in cui qualche scintilla di spettacolo si intravede.

Due occasioni arrivano subito, una per parte. Cambiaso mette largo, Thuram gira troppo centralmente. All’apparenza è una Juventus dal baricentro più alto rispetto al solito, decisa in pressing sul portatore di palla e capace di sfruttare il binario a sinistra con Kostic e Chiesa. L’azzurro spreca una buonissima opportunità al quarto d’ora, procurata da McKennie con una rimessa laterale che somiglia al lancio di un quarterback (le origini americane aiutano). I bianconeri sono tanto decisi nel disturbare l’uscita di palla degli avversari, quanto lesti a tornare sui propri passi per fare densità davanti a Szczesny. L’Inter palleggia, non sempre benissimo e gli avversari puniscono. Dumfries sbaglia un comodo stop di petto, Vlahovic ruba e fa ripartire Chiesa, andando poi a raccoglierne l’assist per il vantaggio di casa.

Passa poco, però, per vedere Martinez impattare in un raro momento di sbilanciamento di Bremer e soci. Darmian ferma Chiesa con mestiere e la ripartenza immediata dai piedi di Sommer diventa in breve un contropiede micidiale suggellato dall’assist di Thuram e dal pari dell’argentino. Allegri s’arrabbia, tutto pensava tranne di prendere un gol a campo aperto una volta avanti. Per un po’ la Signora torna a rannicchiarsi, a far giocare l’Inter nelle zone innocue di campo per proteggere quelle pericolose. L’intervallo arriva senza nuovi squilli, coi nerazzurri che incrementano il possesso palla senza aggiungere opportunità alla cronaca.

Accade ad inizio ripresa, quando Barella apre la corsia mancina a Mkhitaryan con un colpo di tacco e Thuram si mostra meno abile nella conclusione rispetto all’ultimo passaggio. Le grandi occasioni terminano qui, nonostante la girandola di sostituzioni. Nicolussi Caviglia sconta un po’ il peso della partita e Allegri decide che è il momento di Locatelli, mentre Inzaghi “rinfresca“ le fasce con Cuadrado (fischiato ex) e Carlos Augusto per Dumfries e Dimarco. Solo i cartellini gialli, per Cuadrado e Kostic, ravvivano un tabellino privo di spunti. Milik e Kean prendono il posto delle punte Chiesa e Vlahovic. Nell’Inter diventa regista Asllani per Calhanoglu, quindi entrano Frattesi e Arnautovic per Barella e Thuram, mentre Alex Sandro avvicenda Kostic. Nei minuti finali cresce il timore della beffa e le squadre si accontentano di mantenere la posizione in classifica.

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