"L’Inter è forte Inzaghi un predestinato"

Domani la sfida contro la Lazio, il doppio ex Colonnese: "Simone non ha scelto il campionato, vuole tenere tutti sulla corda"

di MATTIA TODISCO -
16 dicembre 2023
"L’Inter è forte Inzaghi un predestinato"
"L’Inter è forte Inzaghi un predestinato"

La gara è di cartello: Lazio-Inter. I vice campioni d’Italia contro i vice campioni d’Europa, impegnati nella rincorsa a una seconda stella che bisognerà sudarsi da qui ai prossimi mesi. All’Olimpico è in calendario una sfida che, nei due anni passati col nerazzurro indosso, Inzaghi ha sempre perso.

Quello coi biancocelesti è storicamente un incrocio da gioie e dolori per l’Inter. Nel ’98 fu la finale (vinta) di Coppa Uefa, quattro anni dopo fu l’ultima giornata (persa) che sancì il sorpasso in vetta alla A della Juventus. Francesco Colonnese era presente in entrambi i casi.

Che ricordi ha di quelle due partite?

"Del ’98 bellissimi. Ero ancora indiavolato per il rigore che ci avevano negato nello scontro diretto in campionato contro la Juventus. Ci hanno negato la gioia di entrare nella storia. Eravamo una squadra unitissima, un gruppo fantastico guidato da Gigi Simoni che per noi è stato un allenatore e un maestro di calcio e di vita. Avevamo Ronaldo, ma anche tanti altri campioni. A distanza di quasi trent’anni ci sentiamo ancora e abbiamo una chat su Whatsapp".

Nel 2002, invece, era in panchina dalla parte opposta.

"Vedere l’Inter perdere quello scudetto mi è dispiaciuto molto. Non pensavo onestamente che potesse accadere. Lo stadio era nerazzurro, i tifosi gemellati, un’atmosfera di festa che si è trasformata in un funerale sportivo".

In quell’esperienza a Roma ha giocato con Inzaghi.

"Simone è un caro amico. In tempi non sospetti sono stato tra i pochi a dire che sarebbe diventato un grande allenatore, anche quando lo contestavano. Oggi è diventato un tecnico di grande esperienza, l’Inter gioca un bel calcio, ha un’ottima squadra. Sono stato invitato alla festa di Natale del club e ho avuto la possibilità di vedere da vicino un gruppo unito, oltre che fortissimo in campo".

È tornato il dualismo Inter-Juve?

"Sì e si sente molto. Sono le due squadre più forti, convinte, anche se Allegri è molto astuto nel dire che non devono vincere lo scudetto. Ma i bianconeri puntano a quello, avendo un anno senza Coppe europee. Per me la Juve è ugualmente forte rispetto all’Inter, ha qualche problema da gestire in mezzo al campo, ma se poi guardi a Bremer, Vlahovic, Rabiot, Chiesa...Non è un miracolo che sia lì. Allegri vuole mettere pressione all’Inter, ma i nerazzurri sanno che anche la Juve vuole vincere".

Le scelte in Champions di Inzaghi fanno credere che la seconda stella sia la priorità?

"Io non sono d’accordo sul fare una scelta, per me l’Inter si sente forte in entrambe le competizioni. A mio avviso Simone ha gestito la rosa per tenere tutti sulla corda, facendoli sentire importanti. Avrà pure tenuto fuori Barella e Martinez contro la Real Sociedad, ma Frattesi è stato forse il miglior centrocampista dell’anno scorso in Serie A".

Per domani torneranno entrambi, capitano e vice.

"È una partita in cui bisogna stare attenti. La Lazio è in difficoltà, ha perso punti rispetto all’anno scorso, però ha un ottimo allenatore e gente come Luis Alberto o Immobile è sempre da tenere d’occhio, ma Inzaghi andrà a fare la sua gara".

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