L’Ancona aveva chiuso la precedente stagione contro il Lecco. Un 2023 con troppi alti e bassi. Sogno playoff e incubo playout

Il campionato era iniziato sotto i migliori auspici. Ma l’esperienza Donadel. è presto naufragata.

2 gennaio 2024
Un 2023 con troppi alti e bassi. Sogno playoff e incubo playout
Un 2023 con troppi alti e bassi. Sogno playoff e incubo playout

Un 2023 che si era aperto sotto i migliori auspici e che si è invece concluso in modo negativo: l’inizio dell’anno solare appena terminato aveva dato l’illusione che l’Ancona potesse finalmente aver impresso una svolta alle proprie ambizioni, cercando di compiere quel famoso salto dell’asticella invocato nell’estate precedente, ma non era altro che un’effimera illusione. Ed è proprio per questo, forse, che fa ancora più male fare un bilancio di quello che sarebbe potuto essere e invece non è stato: perché il modo in cui era cominciato l’anno faceva intravedere che forse si poteva legittimamente sognare qualcosa di più grande, ma i risultati ottenuti negli ultimi mesi raccontano un’altra realtà. E allora, per riavvolgere il nastro, è il caso di partire dall’inizio: l’Ancona comincia il 2023 inanellando sei risultati utili consecutivi, frutto di cinque vittorie (contro Pontedera, Fiorenzuola, Gubbio e Montevarchi) e un pareggio contro la Vis Pesaro. Il successo ottenuto in rimonta il 4 febbraio contro la capolista Reggina proietta i dorici al quarto posto in classifica: nel mirino c’è la terza posizione, occupata dall’Entella e distante solamente quattro punti. Poi però, inspiegabilmente, qualcosa si rompe: dopo la sconfitta contro la Fermana nel derby del turno successivo, i biancorossi entrano in una spirale negativa di risultati che dura ben due mesi, spezzata soltanto dalla vittoria contro il San Donato Tavernelle. Una crisi culminata con l’esonero di Gianluca Colavitto e l’arrivo di Marco Donadel, che conduce la squadra fino al primo turno della fase nazionale dei play-off, da cui esce dopo il doppio pareggio col Lecco. Il tecnico veneto viene confermato in estate, ma la squadra viene stravolta quasi totalmente e i risultati del mercato si riflettono sul campo: un primo mese altalenante, fatto di due sole vittorie e cinque sconfitte, compresa l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Pineto, portano all’esonero di Donadel e al ritorno di Colavitto, il cui debutto-bis sembra dare inizialmente i suoi frutti, con tre vittorie, due pareggi e una sconfitta nelle prime uscite. Poi però, arrivano nell’ordine le pesanti sconfitte contro Pontedera, Sestri Levante e Lucchese, con in mezzo il pareggio col Pescara: risultati che hanno fatto scivolare l’Ancona a ridosso della zona play-out, distante ora solamente due punti. Il modo peggiore per chiudere l’annus horribilis, con la speranza che il 2024 porti in dote, oltre a qualche necessario rinforzo, anche una serie di risultati che portino al conseguimento di una tranquilla salvezza, obiettivo dichiarato dalla società ad inizio stagione. Il primo scoglio si chiama Virtus Entella, autentica bestia nera dell’Ancona (quattro sconfitte e un pareggio in cinque partite, ndr): l’auguro è quello che la Befana possa lasciare nella calza biancorossa molti dolci e pochissimo carbone.

Gianmarco Minossi

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