Milan, Olivier Giroud saluta. Il centravanti che ha sfatato la maledizione del 9 va negli Usa

L'attaccante rossonero in un'intervista alla tv ufficiale rossonera: “Giocherò le mie ultime due partite, poi continuerò in Mls. È il momento giusto per dirlo”. Per il Diavolo ha fatto anche il portiere

di LUCA MIGNANI -
13 maggio 2024
Olivier Giroud; a destra, il saluto social del Milan all'attaccante transalpino

Olivier Giroud; a destra, il saluto social del Milan all'attaccante transalpino

Milano, 13 maggio 2024 - “Sono qui per dirvi che giocherò le mie ultime due partite al Milan, la mia carrierà continuerà, ma in Mls (con il Los Angeles FC fino al 2025)”. Olivier Giroud annuncia ufficialmente l'addio ai rossoneri, con un’intervista a Milan TV: “Sono molto molto orgoglioso di tutto quello che ho fatto in questi tre anni, è il momento più giusto. Sono emozionato: la mia storia con il Milan finisce, ma il Milan rimarrà sempre nel mio cuore”.

Quella doppietta nel derby

Il francese, 37 anni, lascia un marchio indelebile. In stagione 14 gol in campionato (16 totali), nell'anno dello scudetto 11 (più 3 in Coppa Italia), 18 l'anno scorso (5 in Champions). Una media reti più alta rispetto a quella del quadriennio col Chelsea.

Nel cuore dei tifosi la doppietta nel derby del 2-1 e del “si è girato Giroud”, oltre all'altra doppietta al Mapei, nel giorno del 19esimo tricolore. Tra i tanti squilli, quello nell'ultimo incrocio vinto con l'Inter (3-2, doppietta di Leao).

Senza dimenticare la parata su Gudmundsson: col Genoa, dopo l'espulsione di Maignan a cambi finiti, Giroud ha fatto anche il portiere. In estate gli Europei con la Francia, 57 gol fin qui in un percorso iniziato 13 anni fa, 3 reti e un assist nelle ultime 4 partite.

Il rimpianto

Il centravanti ha poi raccontato: “Ho deciso qualche settimana fa, sento di aver dato tutto. Anche se avrei voluto lasciare con un trofeo”. Sabato la trasferta di Torino, poi l'ultima di campionato in casa, a San Siro, contro la Salernitana: “Sarò molto emozionato, ma voglio finire bene e voglio ringraziare i tifosi. Non lo dico solo a titolo personale: spero che canteranno”.

A proposito di canzoni: “Penso che la gente si ricorderà della doppietta contro l'Inter. Ha cambiato il rapporto con i tifosi che hanno iniziato a cantare: si è girato Giroud”. Quest'anno contro il Genoa, l'attaccante ha fatto anche il portiere, dopo l'espulsione di Maignan a cambi esauriti. Parando anche su Gudmundsson: “Così la canzone è cambiata. È diventata: l'ha parata Giroud”. Quest'estate l'Europeo (“il mio ultimo torneo”), nel cuore soprattutto lo scudetto: “Non avrei potuto nemmeno sognare un primo anno così”.

Ringraziamenti anche a Maldini: “Ci tengo. Sono nato nel 1986 e ho visto la sua squadra... da ragazzo Sheva era il mio giocatore preferito”. Su quest'ultima stagione: “Il campionato è stato molto difficile perché l'Inter ha fatto un grande percorso. Il rammarico va maggiormente all'Europa. Dopo aver perso con la Roma ero devastato”. Infine, un messaggio: “Grazie per tutte le emozioni speciali che ho vissuto. Rimarrò sempre a disposizione di questo club e di questa gente a cui voglio tanto bene. Mi sono sentito a casa, in famiglia dal primo giorno. Ho amato il Milan subito e lo farò per sempre”.

Maledizione sfatata

Saluta il numero nove capace di sfatare la maledizione che si portava dietro quella maglia: Mandzukic, Piatek, Higuain, Andrè Silva, Lapadula, Luiz Adriano, Destro, Fernando Torres, Matri, Pato, dopo Inzaghi. Ora, barra a dritta sul sostituto: Sesko in pole, senza dimenticare Zirkzee. Una maglia che peserà, visto il predecessore.

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