Milan, da oggi comincia l’era Ibrahimovic. L’Europa League per far quadrare i conti

Oggi a Carnago l’atteso incontro con Zlatan. Ma l’addio alla Champions rischia di aprire un buco nelle casse rossonere

di ILARIA CHECCHI -
15 dicembre 2023
Milan, da oggi comincia l’era Ibrahimovic. L’Europa League per far quadrare i conti
Milan, da oggi comincia l’era Ibrahimovic. L’Europa League per far quadrare i conti

La seconda vittoria su un campo inglese della storia del Diavolo in Champions League, dopo quella nel 2005 a Old Trafford, non è bastata a garantire il prosieguo della nobile avventura europea ai rossoneri, ora proiettati ai sedicesimi di finale di Europa League. La giornata di ieri è servita non solo per fare rientro sotto la Madonnina ma anche per digerire la delusione e proiettarsi con rinnovato entusiasmo verso la sfida contro il Monza di domenica a pranzo: niente allenamenti, dunque, con la squadra pronta a ritrovarsi oggi pomeriggio per preparare il match di campionato ma, soprattutto, per incontrare Zlatan Ibrahimovic, nuovo Senior Advisor di RedBird, atteso a Carnago da giocatori, allenatore e dirigenza.

E’ scontato che lo svedese proverà a risollevare l’umore di un gruppo che, nonostante l’uscita dalla Champions, è apparso compatto e carico all’idea di non aver abbandonato del tutto il palcoscenico europeo, sentimento condiviso dalle alte sfere di via Aldo Rossi, non solo per una questione di immagine ma, soprattutto, per contenere il danno economico subìto con l’addio al massimo torneo: con la semifinale raggiunta nella scorsa stagione, poi persa contro i cugini, il Milan ha aggiunto nelle casse circa 127 milioni di euro, una cifra attualmente non ripetibile nemmeno se la squadra dovesse vincere l’Europa League.

Ad oggi la società ha incassato dal percorso in Champions più o meno 46 milioni di euro tra bonus partecipazione e risultati, ranking (rossoneri al 31° posto dopo aver scavalcato la Lazio) e market pool. Per questo motivo affrontare al meglio una competizione come l’Europa League, mai vinta dal Diavolo nella sua storia, rappresenterebbe un tesoretto da non sottovalutare: se i rossoneri riuscissero a raggiungere la finale del 22 maggio a Dublino significherebbe rimpinguare ulteriormente le casse con circa 25 milioni di euro, per un totale di 70 milioni ottenuti da tutta la campagna europea. A discapito dei detrattori che vedono l’impegno del giovedì sera come una perdita di energie e di concentrazione sul campionato, dunque, l’importanza di aver raggiunto questo traguardo è innegabile e sicuramente l’aver mantenuto il blasone del Milan in Europa ha permesso a Stefano Pioli restare in panchina almeno fino al termine della stagione: d’altro canto diventa ancora più impellente l’intervento sul mercato per rinfoltire la rosa.

L’assenza prolungata di Kalulu e Thiaw (esclusa ieri la necessità di un’operazione per il tedesco), e il difficile recupero di Kjaer impongono l’arrivo di un paio di nuovi innesti e nelle ultime settimane il nome più caldo è quello di Kiwior, ma per ora l’Arsenal non apre alla cessione a gennaio, idem dicasi per Badiashile del Chelsea. Lenglet, francese del Barcellona in prestito all’Aston Villa, e Kelly del Bournemouth le alternative, senza dimenticare il possibile ritorno anticipato di Gabbia dal prestito al Villarreal.

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